venerdì 25 aprile 2014

La Marmitta Norvegese


Marmite norvegienne2
Il sistema è in uso dal neolitico ma praticato ancora oggi in culture di antica tradizione contadina : si scaldano pietre e si gli inseriscono gli alimenti all’interno isolando la parte superiore con paglia, terra, foglie di banano, etc.

La definizione di “Marmitta norvegese” è il nome con cui è conosciuta e praticata in Francia dagli “Amici della terra” fanatici del risparmio energetico. I norvegesi si sono appropriati della tecnica e l’hanno modernizzata razionalizzandola. Talvolta in uso anche durante il I° e il II°conflitto mondiale. In genere essa è praticata da popolazioni nelle isole in cui scarseggia il combustibile di base, il carbone, il legno (….).


Cosa permette questa tecnica e quali sono i vantaggi più immediati ?


Innanzi tutto un risparmio energetico nell’ordine dell’80% sia esso in consumi elettrici o di gas e successivamente una cottura degli alimenti più sana e naturale con una trasformazione delle proprietà organolettiche dei cibi senza choc (vedi il microonde) salvaguardando le proteine.


Tecnicamente si porta ad ebollizione in una pentola il liquido e l’alimento che si vuole cuocere (carni, verdure etc, e poi si racchiude il tutto in una scatola, vedi illustrazione, perfettamente isolata termicamente) delle dimensioni adeguate ad ospitare la pentola o la marmitta.


Il calore immagazzinato non disperdendosi (verso l’alto leggi della termodinamica) continuerà a cuocere il cibo per lungo tempo, ore ed ore (dalle 3 alle 4 ore). Una magia?




Si una meravigliosa magia specie in tempi come questi tanto più che i sapori, tutti da scoprire faranno la delizia del palato più sopraffino.


Come costruirla ?
 

Prologo: fate un giro qui, ce n’è per tutti i gusti.

Prendete del cartone, si tratta di costruire una bella scatola, più è spesso meglio è, create una intercapedine che andrete a colmare di paglia, comprimetela bene, oppure lana oppure della carta compressa (un isolante perfetto) e rivestite l’interno di carta stagnola riflettente, la incollerete alla superficie del cartone. Mi raccomando una colla che non rilasci sostanze pericolose per la salute umana.

Per i fanatici dell’ecologia a qualunque prezzo si consiglia la lana di Montone.
Per i più esigenti all’esterno una bella mano di vernice o della tappezzeria con un tocco di fantasia nella decorazione.


Calcolate bene le misure, deve ospitare comodamente le vostre pentole o la casseruola, o la marmitta più grande e magari in proporzione al sito in cui la riporrete.


Fabbricate un bel coperchio (è la parte dell’isolamento termico più importante) e quando avrete finito passate alle vie di fatto, vedrete che un bel pollo al forno cucinato nella Marmitta norvegese non sarà mai più quello di prima, Aprire quel coperchio libererà effluvi, aromi e sapori di un tempo che forse neppure i nostri nonni ricordano più.


Controindicazioni: assicuratevi di immagazzinare una fonte di calore sufficiente nella Marmitta norvegese, se la pentola è tiepida non aspettatevi che tre ore dopo l’alimento sia perfettamente cotto !

Fonte: Saper Fare, leggi QUI.

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