mercoledì 13 agosto 2014

Assemblea nazionale di Salviamo il Paesaggio

ROMA, 20/09/2014

Assemblea nazionale
di Salviamo il Paesaggio






Sabato 20 settembre (dalle ore 9,30 fino alle ore 18)
il nostro Forum nazionale terrà la sua
quarta assemblea a Roma.



Ci auguriamo che la scelta della città possa consentire logisticamente l’arrivo da ogni parte d’Italia di singoli aderenti, dei referenti dei nostri oltre 150 Comitati Salviamo il Paesaggio locali e dei rappresentanti delle 968 organizzazioni che danno vita alla nostra grande aggregazione.


Non sarà un convegno né una conferenza ma un'assemblea fortemente improntata all’operatività: a quasi tre anni dalla nostra costituzione, infatti, abbiamo ora ben chiaro il percorso sin qui seguito e le molte azioni sviluppate in innumerevoli direzioni. Ora, però, dobbiamo confrontarci per decidere alcune scelte prioritarie:


a. definire gli aspetti essenziali organizzativi ed operativi per il prossimo percorso del Forum; il 20 settembre scade il secondo lungo mandato del nostro attuale coordinatore nazionale (Alessandro Mortarino) e occorre dunque provvedere a nominare un nuovo coordinatore singolo oppure un team di persone che si occupi dei molti aspetti della gestione della segreteria;

b. discutere di come portare "a sistema" le battaglie territoriali e le azioni generali del Forum nazionale;

c. ragionare quale percorso attivare per incidere nel dibattito parlamentaresulle numerose PdL presentate in merito al "contenimento del consumo di suolo agricolo e al riuso del patrimonio edilizio esistente";

d. decidere lo sviluppo da imprimere al nostro documento di linee guida per una norma nazionale diretta allo stop del consumo di suolo/territorio(proposta di legge popolare ? ...);

e. definire le modalità di rilancio della nostra campagna nazionale per il "censimento del cemento" (a maggio scorso oltre 4.000 Comuni italiani hanno variato i loro consigli comunali ...);

f. valutazione di un possibile percorso legato agli studi di Paolo Maddalena sulla "funzione sociale" di immobili e terreni inutilizzati;

g. Varie ed eventuali (accettiamo suggerimenti nel form di iscrizione)


Il programma della giornata prevede:


Dibattito assembleare dalle ore 9,30 alle 13;


Pausa pasto (in loco) dalle ore 13 alle 14;


Conclusioni assembleari dalle ore 14 alle 15,30;


Interventi tematici dalle ore 15,30 alle 18.


Luogo della nostra assemblea di Roma sarà il Parco delle Energie (Ex Snia) in via Prenestina 173.


INFORMAZIONI SULL'ASSEMBLEA >

 
Sin d’ora vi chiediamo di confermare la vostra presenza ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE, compilando il form online, così da consentirci di gestire al meglio la vostra permanenza all’assemblea e la sua migliore programmazione:

ISCRIVITI ONLINE >

CALENDARIO APPUNTAMENTI Per conoscere i prossimi eventi potete consultare il nostro calendario:

www.salviamoilpaesaggio.it/blog/calendario/

venerdì 25 aprile 2014

La Marmitta Norvegese


Marmite norvegienne2
Il sistema è in uso dal neolitico ma praticato ancora oggi in culture di antica tradizione contadina : si scaldano pietre e si gli inseriscono gli alimenti all’interno isolando la parte superiore con paglia, terra, foglie di banano, etc.

La definizione di “Marmitta norvegese” è il nome con cui è conosciuta e praticata in Francia dagli “Amici della terra” fanatici del risparmio energetico. I norvegesi si sono appropriati della tecnica e l’hanno modernizzata razionalizzandola. Talvolta in uso anche durante il I° e il II°conflitto mondiale. In genere essa è praticata da popolazioni nelle isole in cui scarseggia il combustibile di base, il carbone, il legno (….).


Cosa permette questa tecnica e quali sono i vantaggi più immediati ?


Innanzi tutto un risparmio energetico nell’ordine dell’80% sia esso in consumi elettrici o di gas e successivamente una cottura degli alimenti più sana e naturale con una trasformazione delle proprietà organolettiche dei cibi senza choc (vedi il microonde) salvaguardando le proteine.


Tecnicamente si porta ad ebollizione in una pentola il liquido e l’alimento che si vuole cuocere (carni, verdure etc, e poi si racchiude il tutto in una scatola, vedi illustrazione, perfettamente isolata termicamente) delle dimensioni adeguate ad ospitare la pentola o la marmitta.


Il calore immagazzinato non disperdendosi (verso l’alto leggi della termodinamica) continuerà a cuocere il cibo per lungo tempo, ore ed ore (dalle 3 alle 4 ore). Una magia?




Si una meravigliosa magia specie in tempi come questi tanto più che i sapori, tutti da scoprire faranno la delizia del palato più sopraffino.


Come costruirla ?
 

Prologo: fate un giro qui, ce n’è per tutti i gusti.

Prendete del cartone, si tratta di costruire una bella scatola, più è spesso meglio è, create una intercapedine che andrete a colmare di paglia, comprimetela bene, oppure lana oppure della carta compressa (un isolante perfetto) e rivestite l’interno di carta stagnola riflettente, la incollerete alla superficie del cartone. Mi raccomando una colla che non rilasci sostanze pericolose per la salute umana.

Per i fanatici dell’ecologia a qualunque prezzo si consiglia la lana di Montone.
Per i più esigenti all’esterno una bella mano di vernice o della tappezzeria con un tocco di fantasia nella decorazione.


Calcolate bene le misure, deve ospitare comodamente le vostre pentole o la casseruola, o la marmitta più grande e magari in proporzione al sito in cui la riporrete.


Fabbricate un bel coperchio (è la parte dell’isolamento termico più importante) e quando avrete finito passate alle vie di fatto, vedrete che un bel pollo al forno cucinato nella Marmitta norvegese non sarà mai più quello di prima, Aprire quel coperchio libererà effluvi, aromi e sapori di un tempo che forse neppure i nostri nonni ricordano più.


Controindicazioni: assicuratevi di immagazzinare una fonte di calore sufficiente nella Marmitta norvegese, se la pentola è tiepida non aspettatevi che tre ore dopo l’alimento sia perfettamente cotto !

Fonte: Saper Fare, leggi QUI.

venerdì 11 aprile 2014

Presentazione - Pillole di Politica #1


Come forse saprete, ho deciso di candidarmi come consigliere comunale a San Lazzaro, alle prossime elezioni del 25 maggio, con la Lista Civica NOI Cittadini: vorrei spiegarvi il motivo e perché ho scelto proprio una lista civica, anzi la Lista Civica che da 5 anni è presente all’interno del Consiglio Comunale. (per info sulla lista civica, sul programma e sui candidati clicca QUI)

* * *

Sono residente a San Lazzaro dal 2005 e il mio impegno sul territorio è da sempre stato presente, nel gruppo scout e con le mie attività di geometra “ambientalista”.

Alcuni passaggi salienti di questi ultimi anni:
- gennaio 2010, comincio a frequentare assiduamente l’ambiente della Lista Civica NOI Cittadini, condividendone in toto le aspettative, i progetti e le lotte;
- giugno 2010, ho trovato la possibilità di concretizzare i miei sogni e creare una casa per la mia famiglia che fosse rispettosa dell’ambiente, non venisse realizzata con nuova cementificazione del territorio, fosse energeticamente autosufficiente il più possibile e possibilmente ad impatto zero: il progetto Eco-Casa ha visto la luce! (per info sulla Eco-Casa clicca QUI);
- dicembre 2010 assieme ad un gruppo di cittadini diamo luce all’associazione Comunità Energetica, di cui sono tuttora vice-presidente: ci proponiamo di realizzare impianti per produrre energia proveniente da fonti rinnovabili, laboratori di formazione sull’autoproduzione di energia, forme di azionariato popolare per incentivare la partecipazione della popolazione di tutte le condizioni sociali. Nostro primo grande risultato è l’installazione dell’impianto fotovoltaico realizzato sulle scuole “Fantini”, pagato da 72 soci e donato all’amministrazione comunale in regime di sussidiarietà. (per info sulla Comunità Energetica clicca QUI);
- gennaio/maggio 2011 il progetto Eco-Casa si è attuato e finalmente mi sono potuto trasferire con la mia famiglia nella nuova casa, ecologica, sostenibile, praticamente autosufficiente dal punto di vista energetico e veramente molto confortevole;
- ottobre 2011, ho fondato il Comitato Cittadino per la Difesa del Territorio e del Paesaggio, locale rappresentanza del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, tramite questo sono state numerose le battaglie portate avanti in questi anni, eccone alcune:
- richiesta di censimento nazionale degli edifici vuoti, sfitti, invenduti (perché continuare a costruire nuove case se siamo pieni di case vuote?), estesa anche al comune di San Lazzaro, dove il sindaco Macciantelli si è rifiutato di aderire a tale iniziativa;
- presentazione di un disegno di legge nazionale per azzerare il consumo di suolo agricolo, studiato assieme alle centinaia di associazioni aderenti il Forum Nazionale;
- istanza per una moratoria sull’adozione del PUA di Idice sino alla pronuncia dell’autorità giudiziaria relativamente alle indagini in corso;
- istanza per annullare la realizzazione del parcheggio nel “campone degli scout”, all’interno del parco in via Jussi alta;
- osservazioni sull’adozione del POC di Idice;
- esposto sulla fuoriuscita di liquami (inquinamento ambientale) nel “canale dei mulini” in via Castiglia;
- esposto sulla fuoriuscita di liquami (inquinamento ambientale) lungo lo Zena, al Farneto;
- realizzazione di settimane formative e informative in collaborazione con San Lazzaro in Transizione, la “Settimana Rinnovabile” e la “Settimana Sostenibile”.

Si poteva fare molto di più, magari in maniera differente, e forse riscuotendo differenti risultati, ma l’importante è stato accrescere la consapevolezza delle persone verso tutte le tematiche che abbiamo toccato, facendo nascere una curiosità, un dubbio e magari la voglia di impegnarsi in prima persona. (per info sul Comitato clicca QUI)

Il mio ruolo di presidenza nel Comitato viene ufficialmente ad essere sospeso per tutta la durata della campagna elettorale e se verrò eletto cederò tale ruolo, visto che le due posizioni non sono compatibili; sono certo comunque di poter fare del mio meglio ed in maniera ancor più incisiva con la carica di consigliere comunale: per cambiare veramente il mondo in cui viviamo occorre darsi da fare in prima persona, cominciando dalle realtà locali che quotidianamente tocchiamo con mano.

* * *

Questa presentazione vorrebbe far capire come mai ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni amministrative del Comune di San Lazzaro di Savena con la Lista Civica NOI Cittadini alla carica di consigliere; se ne apprezzate il contenuto o volete approfondire qualcosa, scrivetemi, mi fa piacere scambiare opinioni; se infine pensate che ci possano essere altre persone interessate a quanto verrà trattato, potete segnalarmi il loro indirizzo email o metterle in contatto con me.

Perché una lista civica? Per non dipendere da una segreteria di partito che detta la strada da prendere. Per essere infine partecipi della vita pubblica della nostra città, per condividere assieme le scelte più difficili, per fare della partecipazione una cosa concreta: la Lista Civica NOI Cittadini è da sempre fortemente radicata sul territorio e ti posso assicurare che porterò il tuo pensiero nel Consiglio Comunale e le tue attese non resteranno insoddisfatte.

Venite il prossimo venerdì 11 Aprile alle ore 21,00 in Sala di Città a San Lazzaro, sarà un’occasione per raccogliere le firme necessarie per presentare la lista, potrete conoscere tutti i candidati consiglieri, ci sarà la presentazione ufficiale della Lista Civica NOI Cittadini e parleremo insieme del programma elettorale.

A questo punto, perché non votarmi alle prossime elezioni comunali?

Un caro saluto.
Lorenzo Bolognini

giovedì 20 febbraio 2014

Calderara di Reno, variante al PSC che incentiva la riqualificazione urbana

Primo esempio in provincia di riduzione degli alloggi previsti

L’Amministrazione comunale di Calderara di Reno nei prossimi giorni adotterà una variante al Piano strutturale comunale (PSC) in cui sono ridotti gli alloggi previsti e si incentiva la riqualificazione urbana. Si tratta del primo caso nella provincia di Bologna.

 
Con questa variante il 40% del territorio che il vigente PSC considera ambito di possibile espansione urbanistica torna ad essere agricolo. All’interno dell’area che rimane urbanizzabile, inoltre, la variante prevede l’aggiunta di una fascia di verde e la realizzazione di una nuova ciclabile che chiuda il “ring” di Calderara.

 
La variante ha le seguenti caratteristiche:
- riduce la dimensione delle aree destinate all’espansione residenziale (in gergo tecnico ARS) per diminuire il carico urbanistico previsto e incentivare la riqualificazione delle aree destinate al recupero;
- riduce dell’8% il numero massimo di alloggi previsto (che passano quindi da 500 a 460, tenuto conto che di questi 250 circa sono un residuo del PRG), coniugando alle riduzioni dell’ambito una diminuzione della capacità edificatoria;
- incentiva la riqualificazione dell’ambito centrale di via Armaroli stabilendo un criterio premiante (in termini di indice massimo di edificabilità) per coloro che costruendo negli ARS si faranno anche carico di una parte di riqualificazione di via Armaroli.

L’Amministrazione comunale intende così pensare al territorio con un’ottica più sostenibile dal punto di vista ambientale: riconduce il dimensionamento residenziale alle reali necessità dell’attuale quadro socio-economico, puntando soprattutto sulla riqualificazione e rigenerazione urbana. 


Fonte: Portale della Provincia di Bologna, leggi QUI.

mercoledì 5 febbraio 2014

Comuni 100% rinnovabili

Sono 27 i Comuni 100% rinnovabili in Italia

Da Legambiente la ‘mappa' dell'energia verde e dell'innovazione nelle reti energetiche

I 600mila impianti da fonti rinnovabili distribuiti in 7.970 Comuni (98%) compongono un articolato sistema di generazione distribuita che nel 2012 ha garantito il 28,2% dei consumi elettrici e il 13% di quelli complessivi del nostro Paese.

Sono questi i numeri del rapporto Comuni Rinnovabili 2013 di Legambiente, realizzato con il contributo di Gse e Sorgenia e presentato oggi a Roma. I numeri sono in forte e costante crescita: dal 2000 a oggi ben 47,4 TWh da fonti rinnovabili si sono aggiunti al contributo dei “vecchi” impianti idroelettrici e geotermici: dal solare fotovoltaico a quello termico, dall’idroelettrico alla geotermia ad alta e bassa entalpia, agli impianti a biomasse e biogas. Progressione continua anche per i Comuni dove si trova almeno un impianto: se oggi sono 7.970, erano 7.661 nel 2011, 6.993 nel 2010, 3.190 nel 2008.

Scendendo nel dettaglio dei numeri, sono 27 i Comuni 100% rinnovabili, quelli che rappresentano oggi il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale. In queste realtà, un mix di impianti diversi da rinnovabili e impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento coprono interamente (e superano) i fabbisogni elettrici e termici dei cittadini residenti. Sono 2.400 i Comuni 100% rinnovabili per l’energia elettrica, ossia quelli dove si produce più energia di quanta ne consumino le famiglie residenti.

I Comuni del solare in Italia sono 7.937 (97%) e spetta a Casaletto di Sopra (Cremona) e a Don (Trento) il record di impianti per abitante, rispettivamente per il fotovoltaico e per il solare termico.

I Comuni dell’eolico sono 571 e la potenza installata (8.703 MW) è in crescita, con1.791 MW in più rispetto al 2011. Questi impianti hanno consentito di produrre 13,1 TWh nel 2012, pari al fabbisogno elettrico di oltre 5,2 milioni di famiglie. Sono 296 i Comuni che si possono considerare autonomi dal punto di vista elettrico grazie all’eolico, poiché si produce più energia di quanta se ne consuma.

I Comuni del mini idroelettrico sono 1.053. Il Rapporto prende in conside­razione gli impianti fino a 3 MW e la potenza totale installata nei Comuni italiani è di 1.179 MW ed è in grado di produrre ogni anno oltre 4,7 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1,8 milioni di famiglie.

I Comuni della geotermia sono 369, per una potenza installata pari a 915 MW elettrici, 160 termici e 1,4 frigoriferi. Grazie a questi impianti nel 2012 sono stati prodotti circa 5,5 TWh di energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 2 milioni di famiglie.

I Comuni delle bioenergie sono 1.494 per una potenza installata complessiva di 2.824 MW elettrici e 1.195 MW termici. Gli impianti utilizzano biomasse solide, gassose e liquide e, in particolare quelli a biogas, sono in forte crescita e hanno raggiunto complessivamente 1.133 MWe installati e 135 MWt e 50 kw frigoriferi termici.Gli impianti a biomasse, nel loro complesso, hanno consentito nel 2012 di produrre13,3 TWh pari al fabbisogno elettrico di oltre 5,2 milioni di famiglie.

Sono 343 i Comuni in cui gli impianti di teleriscaldamento utilizzano fonti rinnovabili, come biomasse di origine organica animale o vegetale provenienti da filiere territoriali o fonti geotermiche, attraverso cui riescono a soddisfare larga parte del fabbisogno di riscaldamento e di acqua calda sanitaria.

Fonte: Geometra.info, leggi QUI.

venerdì 24 gennaio 2014

IL SINDACO HA DETTO CHE IL PIANO ESPANSIONISTICO DI IDICE SI PUO' SOSPENDERE

Foto NoiCittadini
Il Comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio aveva presentato un'istanza e finalmente è arrivata la tanto sospirata risposta.
 
Mosso dalle numerose richieste dei cittadini, da sempre convinto dell'inutilità e dell'assurdità del piano espansionistico di Idice, il Comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio si è mosso in maniera diversa rispetto alla lista civica Noi Cittadini: invece che raccogliere firme per petizioni popolari (la raccolta delle firme è ancora in corso e sta raggiungendo dimensioni fenomenali, vedi anche l'articolo odierno su Il Resto del Carlino!), il Comitato ha raccolto adesioni di enti o personaggi "illustri" che in qualche misura appoggiassero la moratoria promossa dal Comitato stesso, depositando quindi un'istanza in Comune. 


La richiesta dell'istanza, sospendere l'iter di approvazione dei Piani Urbanistici Attuativi (PUA) che riguardano Idice sino alla pronuncia dell'autorità giudiziaria in relazione all'esposto presentato dal consigliere comunale Massimo Bertuzzi. 

In seguito all'appello lanciato in rete, hanno aderito e controfirmato l'istanza Mario Tozzi (presentatore e divulgatore scientifico), Luca Mercalli (meteorologo), Domenico Finiguerra (consigliere comunale di Abbiategrasso), Nicola Armaroli (direttore di ricerca al CNR), Vincenzo Balzani (chimico e professore emerito presso l'Università di Bologna), Loriano Macchiavelli (scrittore), Luca Lombroso (meteorologo), Associazione Agri.Bio Emilia Romagna, Maurizio Pallante (Movimento Decrescita Felice), Edoardo Zanchini (vice-presidente Legambiente), Marco Boschini (assessore del comune di Colorno), Davide Ciccarese (scrittore), Associazione Amici della Terra di Ozzano Emilia, WWF Sezione Bologna Metropolitana

Foto BolognaToday
Dopo qualche tempo, ecco la risposta proveniente direttamente dal Sindaco: il piano espansionistico di Idice non si può annullare, ma si può sospendere

La risposta è corredata addirittura dal parere tecnico del dirigente Arch. Andrea Mari, cui il Sindaco ha affidato la risposta per competenza, e non ci sono dubbi sull'esito della stessa: in nessun punto si legge che non è possibile sospendere il piano. 

Il dirigente infatti, dopo un accurato approfondimento in relazione a tutto l'iter che ha portato il Piano sino ad oggi, espone le ragioni per cui non è possibile annullare il piano, ma non contesta in alcun modo la richiesta contenuta nell'istanza, che infatti era di sospendere, e non di annullare il PUA!

Ricordiamo infatti che sul piano grava appunto un esposto alla magistratura che pone delle domande e chiede delle risposte, la sospensione del piano potrebbe evitare inutili problemi e spese ai cittadini oltre ad evitare un inutile scempio del territorio.

Foto Legambiente
Un passo verso la giusta direzione? Non lo sappiamo, ma possiamo dire che siamo soddisfatti di questo risultato, forse i campi agricoli che dovevano essere cementificati continueranno a produrre cibo.

Il Comitato è in possesso degli originali dell'istanza e della relativa risposta e potrà logicamente farli leggere a chiunque ne faccia richiesta.

mercoledì 22 gennaio 2014

Alluvione Modena: un promemoria per i politici

di Franco Fondriest e Luca Lombroso

"Mentre continua l’emergenza alluvione nel modenese, ci sembra il caso di fare qualche prima riflessione, passando poi dalla critica alla proposta:

minimizzazione; ci sembra che questa sia stata la prima reazione delle autorità locali, almeno quella pubblica; ma facciamo un esempio: il messaggio di stare ai piani alti senza necessità di abbandonare le case è stato fuorviante e controproducente; forse si pensava a qualche centimetro passeggero di acqua; invece intere famiglie sono state bloccate nei loro appartamenti per giorni; purtroppo, le moderne tecnologie sono complesse e basta che manchi, come è successo, l’elettricità perché non funzioni nemmeno il riscaldamento a gas; la recente nevicata a Cortina, insegna; e senza elettricità non si ricaricano i cellulari, strumento fondamentale di comunicazione, non si usano gli elettrodomestici e si sta al buio;

improvvisazione e scarsa informazione ai cittadini: le ordinanze di evacuazione emanate e/o diffuse anche a ore tarde e attraverso strumenti come Facebook, dimostrano un livello di improvvisazione preoccupante; il centro di coordinamento provinciale di Marzaglia, non ha a quanto ci risulti un sito internet, né una pagina di Facebook ed il telefono è spesso difficilmente raggiungibile, perché occupato;

sottovalutazione: poche parole dai Tg nazionali, presi fra scappatelle di Hollande, legge elettorale, gossip vari; forse, non è tutta colpa loro; come dicevamo nel precedente post; le catastrofi in Emilia e non solo, le alluvioni, l’inagibilità di scuole ed edifici pubblici (e il crollo dei capannoni industriali) non sono più l’eccezione, ma quasi la regola;

dignità e tenacia: certo che i modenesi hanno la pelle dura e tanta, tanta dignità e tenacia; poche proteste, niente urla e via con i badili a togliere il fango per ripartire, ancora una volta; veramente bravo questo popolo che in cento anni ha portato una delle province più povere d’ Italia a diventare una delle più ricche.

Sia ben chiaro, le catastrofi naturali ci sono sempre state e probabilmente ci saranno sempre, ma l’uomo (e la politica) possono fare la loro parte per ridurle di numero e di impatto.

Purtroppo, quella che stiamo vivendo ormai è una “nuova normalità”; la lunga serie di errori, incurie, danni, sfruttamento del suolo, cementificazione, ecc del passato ha causato danni tali che, almeno in parte, non potranno essere risolti da nessuno. Effettivamente le piogge di questi giorni, anche 500 mm in tre giorni lungo il crinale Appenninico, sono state del tutto straordinarie e addirittura simili, se non superiori, perfino a quelle dell’alluvione del 1966 e dell’uragano Sandy a Giamaica.

Questo ovviamente non deve servire da giustificazione a chi amministra, anzi, è un’aggravante perchè del rischio climatico la comunità politica è avvertita e ne discute in inconcludenti conferenze da oltre 20 anni!

In questi giorni poi, si assiste ad uno strano fenomeno: amministratori di centrosinistra che si scagliano contro le politiche portate avanti dalle loro stesse amministrazioni; sembrano degli Ufo che siano sempre stati all’opposizione.

A loro in primo luogo e poi agli altri amministratori e parlamentari modenesi, chiediamo: perché non si usano i 250 milioni di soldi pubblici previsti per la (inutile) bretella Campogalliano-Sassuolo per interventi di salvaguardia del territorio? Aspettiamo una chiara risposta, non inutili bla bla o stentati balbettii."

Fonte: Il Fatto Quotidiano, leggi QUI.

domenica 19 gennaio 2014

Approvato disegno di legge sul consumo di suolo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il DDL per il contenimento del consumo del suolo ed il riuso del suolo edificato, dopo il parere della Conferenza unificata.

Il Consiglio dei Ministri del 12/12/2013 ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante «Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato», dopo aver ricevuto il parere positivo della Conferenza unificata.

L’intervento normativo è finalizzato al contenimento del consumo di suolo, alla valorizzazione del suolo non edificato, alla promozione dell'attività agricola che sullo stesso si svolge o potrebbe svolgersi, nonché alla valorizzazione del suolo come risorsa da tutelare anche ai fini di mitigazione prevenzione del rischio idrogeologico.

Uno degli obiettivi prioritari del provvedimento consiste nella previsione del riuso e della rigenerazione edilizia del suolo edificato rispetto all’ulteriore consumo di suolo.

In sostanza, il complessivo scopo finale della legge è quello di impedire che il suolo venga eccessivamente eroso e consumato dall'urbanizzazione e al contempo promuovere e sostenere il riuso e la rigenerazione di aree già interessate da processi di edificazione.

In particolare il disegno di legge prevede quanto segue:
- le Regioni sono chiamate a disporre, con cadenza quinquennale, la riduzione in termini quantitativi del consumo di suolo ed a determinare i criteri e le modalità da rispettare nella pianificazione urbanistica degli enti locali; in caso di inerzia interviene il Governo in forza del suo potere sostitutivo;
- le Regioni dettano disposizioni per orientare l'iniziativa dei comuni alla rigenerazione urbana anche mediante l'individuazione, negli strumenti di pianificazione, delle aree già interessate da processi di edificazione, ma inutilizzate o suscettibili di rigenerazione, recupero, riqualificazione, nonché di prioritaria utilizzazione ai fini edificatori, e per la localizzazione di nuovi insediamenti produttivi e infrastrutturali;

- in caso di inerzia il Governo detta disposizioni uniformi applicabili in tutte le Regioni inadempienti fino all'intervento regionale. Nel caso in cui nè il comune e nè la regione adottino gli strumenti pianificatori recanti l'individuazione delle aree in oggetto, è vietata la realizzazione, nel territorio del comune inadempiente, di interventi edificatori privati, sia residenziali, sia di servizi che di attività produttive, comportanti, anche solo parzialmente, consumo di suolo inedificato;  
- sulle superfici agricole in favore delle quali sono stati erogati aiuti di Stato o finanziamenti europei sono vietati, per almeno 5 anni dall'ultima erogazione, usi diversi da quello agricolo, fatte salve disposizioni più restrittive. Sono altresì vietati, per la medesima durata, gli interventi di trasformazione urbanistica nonché quelli di trasformazione edilizia non funzionali all'attività agricola, ad eccezione della realizzazione di opere pubbliche;
- con decreto ministeriale è istituito un registro dei Comuni che hanno adeguato gli strumenti urbanistici comunali al fine di conseguire la riduzione del consumo di suolo; ai comuni iscritti nel registro è attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali per gli interventi di rigenerazione urbana.

Fonte: Legislazione Tecnica, leggi QUI.

lunedì 13 gennaio 2014

Petrolio addio! Nelle Marche la prima casa off-grid autonoma e scollegata dalle reti

E' stata inaugurata la prima casa off grid d'Italia che ha definitivamente detto addio al petrolio perché autosufficiente e staccata da luce e gas. È stata realizzata a Monsano, in provincia di Ancona, ed è la prima casa italiana completamente indipendente da fonti fossili inquinanti,scollegata dalla rete elettrica nazionale e dalla tradizionale fornitura di gas.

A far diventare realtà ciò che fino a poco tempo sembrava impossibile è stata la Energy Resources, un'azienda marchigiana particolarmente attenta al problema dell'impatto ambientale e al risparmio energetico, capitanata dal lungimirante Enrico Cappanera.

Grazie alle tecnologie green sviluppate negli ultimi anni, l'azienda è riuscita a mettere a punto un progetto rivoluzionario: realizzare abitazioni che non siano più dipendenti dal petrolio!

"Ha ragione Moody's – ha commentato Cappanera - ora le multinazionali possono realmente preoccuparsi, è finita l'era del petrolio. Operazioni come questa rendono più concreti i concetti legati alla terza rivoluzione industriale ed aprono le porte ad una nuova stagione per l'umanità, dove sarà la generazione distribuita di energia elettrica da fonti rinnovabili a ripristinare l'equilibrio tra uomo e pianeta".

Un grande successo per un'azienda di grande rilievo, che ha saputo investire nello sviluppo eco-sostenibile, dando origine al fortunato SES - Smart Energy System, un impianto di energia intelligente, capace di integrare l'abitazione con un sistema di gestione dell'energia.


Il risultato? Non solo una grande soddisfazione per Cappanera e la sua realtà, ma soprattutto "una reale democrazia energetica", che spalanca le porte a tutti "a dispetto delle grandi manovre di multinazionali dell'energia, di governi poco lungimiranti e di istituti di credito ancora legati ad un sistema basato sulle fonti fossili ed al loro monopolio".

Nell'abitazione si produce energia pulita a impatto e chilometri zero: qui viene prodotta, gestita distribuita e utilizzata, senza la necessità di reti, intermediari o filiere di distribuzione.


"Anche Francesco Del Pizzo, AD di Terna Plus – ha continua l'ad di Energy Resources - scommette su un futuro dove i sistemi di accumulo di energia serviranno a stabilizzare la rete elettrica esistente, garantendo la crescita delle rinnovabili. D'altronde Jeremy Rifkin ha basato le sue teorie su cinque pilastri di sviluppo principali dove la micro produzione di energia ed il suo accumulo serviranno ad uscire dall'empasse energetico e dalla crisi economica ed ambientale globale".

"Quello che fino ad oggi è stato definito consumatore – ha concluso Cappanera - deve trasformarsi finalmente in produttore capace di orientare le proprie scelte in modo consapevole: sapere quanta energia si ha possibilità di produrre, e quindi di utilizzare, è fondamentale anche per rilanciare i concetti di risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti".

Alla luce di questo, oggi non è ancora più ridicolo parlare di nucleare?
 

Fonte: Greenme, leggi QUI.