mercoledì 2 ottobre 2013

Moratoria contro il piano espansionistico di San Lazzaro di Savena

Con l'adesione a questa moratoria chiediamo che il Sindaco Marco Macciantelli e la Giunta attualmente in carica sospendano - con efficacia immediata - l'iter di validazione dei vari PUA che rendono definitivamente efficace il POC (approvato il 20 dicembre 2011), rimandando tale decisione in seguito alla pronuncia dell'autorità giudiziaria in relazione all'esposto presentato dal consigliere comunale della Lista Civica Noi Cittadini, Massimo Bertuzzi.

Sarebbe infatti assurdo proseguire lungo un percorso che potrebbe poi essere successivamente invalidato dalle indagini della magistratura, comportando quindi inutili spese per probabili successivi ripristini.

La moratoria in questione dovrà comprendere, da parte del Sindaco e della Giunta, la volontà di addivenire ad incontri di vera partecipazione con i cittadini, dove costruire un percorso democratico di decisioni prese collegialmente tra amministrazione, cittadini e costruttori: solo in questo modo si potrà giungere ad un traguardo condiviso tra le parti in causa, ed espressione vera della popolazione di San Lazzaro, che continuerà ad abitare ancora a lungo in questi luoghi.



Gli incontri fatti sino ad oggi hanno infatti visto una popolazione ferma, compatta e motivata nel dire no al folle piano espansionistico voluto dal Sindaco Macciantelli: le assemblee pubbliche svoltesi a Idice (fatte solo per presentare quanto già deciso dalla Giunta e non per discuterlo con i cittadini) e le manifestazioni di piazza Bracci, richieste e organizzate dalla Lista Civica Noi cittadini, sono state il metro evidente a dimostrazione della volontà di non cedere di fronte a quelli che vengono a tutti gli effetti considerati soprusi.

Crediamo vivamente che la distruzione definitiva di 300.000 metri quadrati di terreno agricolo non sia in alcun modo giustificata o giustificabile, men che meno se questo viene fatto ad unico vantaggio dei costruttori e non della collettività di San Lazzaro; questo viene ancor più rafforzato dal fatto che la cementificazione della fascia dei conoidi, area di ricarica della falda, ne compromette sempre più la sua funzione (già oggi preleviamo acque fossili non più ricaricate, originando la nota subsidenza che caratterizza, con varia portata, tutta l'Emilia Romagna).

Non possiamo più permettere che questo accada, ne va del futuro dei nostri figli.


Le motivazioni portate sino ad oggi dal Sindaco non reggono: non si tratta infatti di realizzare la "città pubblica" o meglio la "...riqualificazione della via Emilia, da via Castiglia a via Cà Bassa, prevedendo una pista ciclabile, la realizzazione dei marciapiedi sia sul lato nord che sul lato sud, la riorganizzazione dei parcheggi, la modifica alla geometria stradale del ponte ritrovando sul lato sud un percorso ciclopedonale che consenta la transitabilità in sicurezza di pedoni, carrozzine e ciclisti, la semaforizzazione degli incroci di via Castiglia, Mario Conti ed Andreoli, per consentire gli attraversamenti in sicurezza...", opere così descritte proprio dal Sindaco, ma di valutare queste opere (valutate circa 800.000€) realizzate in cambio della distruzione di 30 ettari di terreno agricolo.


E' di palese evidenza che lo scambio non regge, il gioco non vale la candela.

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Il Sindaco e la Giunta dovranno inoltre impegnarsi ad aderire alla campagna nazionale di censimento dei fabbricati sfitti-vuoti-invenduti, campagna promossa dal Forum Nazionale dei Movimenti per la Terra, campagna per la quale l'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha sollecitato tutti i comuni alla sua compilazione, stante l'interesse anche regionale di conoscere i risultati di detto censimento: l'evidenza di questo censimento comproverà definitivamente l'assoluta inutitilità di costruire nuove case nel Comune di San Lazzaro.





Chiediamo quindi l'adesione a questa moratoria, poichè crediamo che sia l'unica strada percorribile.

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