venerdì 1 giugno 2012

La Eco-Casa e il terremoto

La paura c'è comunque, è inutile che cerchi di nasconderti dietro un dito. Ma più che altro è uno stato ansioso teso a percepire la scossa successiva, perché ormai sai che, prima o poi, ARRIVERA'.

Poi la parte razionale di te cerca di prendere il sopravvento e quando ci riesce per un po' torni a essere sereno, a non pensare al terremoto: perché sai - e ci credi davvero! - che le strutture sono assolutamente antisismiche e non devi temere nulla!

La Eco-Casa, la nostra casa, costruita interamente in legno, per sua natura (essendo appunto in legno montata e assemblata con viti strutturali in acciaio) può resistere a lungo in caso di sisma, perché è flessibile, perché il legno e l'acciaio si piegano, ma non si spezzano.

Quando c'è stato il sisma in Abruzzo, proprio a poca distanza dall'epicentro, l'unica casa a non aver subito alcun danno è stata una eco-casa in legno, ma questa notizia è stata fatta passare in sordina.

Quello che invece è stato fatto passare per anni e decenni da sempre è che l'Emilia-Romagna non è zona sismica e che si potevano dormire sonni tranquilli; che poi non è vero nemmeno questo, visto che da Castel San Pietro Terme in giù, verso Rimini, il rischio sismico c'è sempre stato...ma là siamo in Romagna, da noi in Emilia la terra non trema...

La terra ha tremato anche qui, e senza scherzare; hanno tremato anche tutti i vari speculatori, che con queste scosse vedono andare in briciole i loro lauti incassi; hanno tremato tutti gli abitanti dei paesi colpiti nel cuore, che ora devono rimboccarsi le maniche e ricominciare da zero; non hanno tremato, ma devono cominciare a tremare anche loro, tutti i politici che per vari interessi hanno consentito che tutto questo accadesse, lasciando che - per decenni e decenni - si continuasse a costruire e ristrutturare senza considerare il rischio sismico.

Quello che è stato fatto è redigere una carta nazionale, facendo credere che dove il rischio sismico è basso non verranno terremoti...purtroppo non è così: si deve costruire sempre e comunque con strutture antisismiche, non farlo è commettere un omicidio premeditato.

Ma costa troppo...il guadagno si riduce...non possiamo permettercelo...

La mia risposta è unica: pazienza, costruite meno, ma bene, oppure, meglio ancora, non costruite affatto...RISTRUTTURATE!

Mettiamo in programma una serie di interventi, a livello comunale, regionale e nazionale, di completo rilievo di tutte le strutture esistenti, con verifica dei rischi connessi con ogni differente abitazione (sisma, alluvione, frana, eruzione...), per poi programmare, senza deroga alcuna, tutti gli interventi necessari a mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare di tutta l'Italia.

Non serve costruire sempre e solo nuove case e nuovi capannoni, serve ristrutturare e mettere in sicurezza l'edilizia esistente, dove è concentrato il 90% della popolazione italiana.

Questo sì sarebbe un intervento politico importante, un segnale forte, una direttiva che porterebbe a migliorare tutte le case e le fabbriche a rischio, salvando innumerevoli vite umane e creando posti di lavoro sufficienti a rilanciare positivamente l'economia italiana.

Dobbiamo crederci, non è possibile che ancora oggi, con millenni di cultura, evoluzione scientifica, scoperte mediche e viaggi spaziali, si possa morire per un terremoto: chiediamolo a gran voce, vogliamo e abbiamo il diritto di poter dormire sonni sicuri!

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