giovedì 10 maggio 2012

La Eco-Casa e il Comune: breve riassunto delle puntate precedenti, come stiamo procedendo e cosa ancora si può fare

Mi è stato chiesto di dare informazioni su come sta procedendo la questione.
Per farlo ho fatto anche qualcosa di più, ho scritto un riassunto di tutta la vicenda, così da chiarire la situazione.
Lo stesso testo è stato caricato in una nota nella mia pagina Facebook, che potete condividere.
Vi ringrazio per il sostegno dimostrato, andiamo avanti.
A presto,
LB
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Cominciamo con un piccolo riassunto di come siamo arrivati sino ad oggi, per capire meglio gli sviluppi di quello che sta accadendo ora.

Nel 2010 mi sono aggiudicato (tramite asta del Tribunale di Bologna) un immobile vecchio e decrepito, nel Comune di San Lazzaro di Savena, a due passi dalla città, ma già immerso in campagna.

Ci è voluto più di un anno per ottenere dal Comune la cancellazione del "vincolo di storicità"sull'immobile, vincolo che fin dall'inizio non ci doveva essere, messo per errore dal Comune, ma un errore che per poter essere cancellato mi ha costretto a fare i salti mortali, compreso segnalare all'Amministrazione che la sede del PD locale risiedeva in un immobile platealmente storicA presto,o (l'ex-dazio comunale, addirittura magnificato nella rivista dello stesso PD) ... sbadatamente privo del "vincolo di storicità"!

Durante questo anno di "attente ricerche storiche" ho recuperato tempo dialogando costantemente con l'ufficio tecnico del Comune, facendo visionare il progetto che volevo realizzare, accettando consigli e suggerimenti, ma soprattutto venendo a sapere che, grazie alla cancellazione del vincolo, era possibile ottenere un "incentivo premiale", vale a dire un bonus che viene dato nel caso si demolisca un fabbricato e lo si riedifichi in classe energetica A.

A questo punto ho steso la versione definitiva del progetto, ampliamento compreso, ho concordato per l'ultima volta le procedure da seguire, ho depositato tutte le documentazioni richieste (sempre vistate dal tecnico  prima di depositarle) e atteso le tempistiche di legge e poi ... finalmente via con i lavori! 

Tutto a posto?

Veramente proprio tutto no: la prima parte dei lavori (demolizione del vecchio fabbricato, scavo e realizzazione del piano interrato) procede senza alcun intoppo burocratico, poi - la settimana prima dell'arrivo della casa, già ordinata, costruita, imballata sui camion, praticamente in viaggio! - vengo nuovamente contattato dall'ufficio tecnico per integrare ulteriori documenti (cosa che farò immediatamente): in quella sede, con mezze parole, mi dicono che sarebbe meglio aspettare, vedere meglio come procedere, magari costruire senza il tetto...

Visto che non voglio fare le cose di nascosto, nè tantomeno illegalmente, decido di scrivere al Sindaco Macciantelli, al Dirigente Mari e a tutto l'ufficio tecnico, rappresentando l'accaduto e chiedendo come comportarmi: non ricevo nessuna risposta, solo il Sindaco mi scrive, rimandando tutta la responsabilità ai tecnici dell'ufficio.

Nessuna comunicazione ufficiale mi viene trasmessa, la casa arriva il martedì e il mercoledì viene completata: è stata un'emozione unica vederla nascere così in fretta, sapendo i mesi (e gli anni!) che a volte ci vogliono per le costruzioni tradizionali: dovrà essere un fiore all'occhiello di San Lazzaro (è la prima Eco-Casa con tutte queste caratteristiche!).

E invece no!

Due giorni dopo aver completato la costruzione della casa mi arriva dal Dirigente Mari del Comune l'ordine di non iniziare l'intervento previsto: ma come faccio a rispettare un ordine simile? Provo a scrivere, tento un incontro, nulla da fare, l'approccio è impossibile.

Segue un articolo dove l'Assessore Schippa dichiara pubblicamente che ho commesso un abuso edilizio, senza aver fatto alcun sopralluogo nell'immobile e senza alcuna verifica da parte dell'ufficio tecnico; poi farà seguito un sopralluogo del quale successivamente si perderà ogni traccia, un secondo sopralluogo e l'avvio del procedimento (cinque mesi dopo) atto a verificare se ho commesso o meno un abuso edilizio ... il tutto basato sull'ordine di non iniziare l'intervento previsto che mi è stato notificato a posteriori!

Solo al fine di evitare un contenzioso lungo, costoso e defatigante (anche in considerazione del fatto che l’intervento è stato effettuato dopo che l’Ufficio tecnico aveva fornito, in oltre un anno di incontri con il sottoscritto, precisi “affidamenti” sulla possibilità di effettuare l’intervento) si era concordato(dopo altrettanto innumerevoli incontri, anche alla presenza del Legale del Comune e del mio Legale), di procedere alla presentazione di un permesso di costruire in sanatoria in deroga, tramite istanza.

Non vi è dubbio che - pur non avendo le caratteristiche formali e sostanziali di una transazione - si trattava di una sorta di soluzione di “compromesso” che avrebbe consentito un corretto “bilanciamento” dei contrapposti interessi.

Confidando nella correttezza e “buona fede” dell’Amministrazione, ho perciò accettato di percorrere questa strada, presentando l’istanza e procedendo ad integrarla numerose volte, con successive memorie (compreso un parere sulla derogabilità delle distanze che è stato recentemente predisposto dall’Avv. Gualandi, su informale sollecitazione dell’Amministrazione), al fine di concordare le soluzioni progettuali che avrebbero consentito all’Amministrazione di valutare positivamente l’istanza stessa.

In modo del tutto sorprendente (e con un comportamento sicuramente di non perfetta buona fede), la Relazione tecnica predisposta dal Dirigente Mari per il Consiglio ricostruisce in modo che si ritiene distorto e parziale sia la successione cronologica dei fatti che le stesse norme concretamente applicabili.

Basti pensare che nelle memorie è più volte ricordata (e, pertanto, risulta agli atti) la numerosa giurisprudenza che ammette l’accoglimento di istanze quali quella in esame.

L’aspetto più spiacevole e sorprendente è stato però il verificare che la disponibilità che ho manifestato, al solo fine di individuare una soluzione “concordata” della incresciosa vicenda, è stata addirittura strumentalizzata, quasi che la presentazione dell’istanza equivalesse ad un assunzione di responsabilità e ad una ammissione di colpa e ciò nonostante nell’istanza si fosse ripetutamente ribadito che la presentazione della stessa non costituiva acquiescenza nei confronti di provvedimenti dell’Amministrazione che si reputavano (e si reputano tuttora) del tutto illegittimi e ingiusti.

Altrettanto sorprendenti, infondate e non condivisibili sono le considerazioni che l’Amministrazione svolge (solo ora!) sull’inapplicabilità dell’istituto del Permesso di costruire in deroga con riferimento a fattispecie quali quella in esame (e cioè istanze presentate da un privato, ma per obiettivi di interesse pubblico, come il contenimento dei consumi energetici), dato che è lo stesso art. 7 ter della Legge regionale n. 20/2000 a definire di “interesse pubblico” il contenimento dei consumi energetici e l’Amministrazione Comunale dovrebbe sapere bene che tale norma è – secondo la nostra Regione – la concreta attuazione e “traduzione” delle disposizioni del Decreto Sviluppo (D.L. n. 70/2011, convertito con L. 106/2011), il cui art. 5 afferma espressamente che gli istituti previsti dal Legislatore statale sono volti a “liberalizzare le costruzioni private” e ad “incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente”. Se, in effetti, l’istituto fosse inapplicabile a fattispecie quali quella in esame, ci si dovrebbe davvero chiedere quale sia il concreto spazio applicativo e la concreta utilità delle nuove previsioni contenuta nel Decreto Sviluppo, dato che l’ istituto del Permesso di costruire in deroga - nella limitata accezione che ne intenderebbe fornire l’Amministrazione Comunale - esisteva già da decenni.

Per questi motivi, vista la strumentalizzazione fatta circa la presentazione dell'istanza relativa all'ottenimento del Permesso di costruire in sanatoria in deroga P.G. 9267 del 13/03/2012, dopo ampia e approfondita riflessione con il mio legale Avv. Federico Gualandi, poiché ritengo di non avere più alcuna ragione di confidare sulla correttezza e imparzialità dell’Amministrazione, questa mattina, 09/05/2012, con P.G. 16021, ho depositato atto di RINUNCIA all'istanza citata, riservandomi ogni ulteriore azione, nelle competenti Sedi giudiziarie.

Così da confermare pubblicamente il fatto che il sottoscritto NON ritiene affatto di aver commesso un abuso edilizio.

Confido quindi in un ripensamento dell'ufficio tecnico, nonchè in una più approfondita valutazione di tutto l'accaduto, anche dal punto di vista politico, che possa portare ad una soluzione differente e soddisfacente per entrambe le parti.

E' fondamentale tenere alta l'attenzione su questo tema, per questo vi chiedo di continuare a spargere la voce a chiunque può essere interessato da questa vicenda, scrivendo un nuovo messaggio all'indirizzo del Sindaco, del Consiglio Comunale e degli Assessori, col sottoscritto per conoscenza:

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Egregio signor Sindaco, le scrivo in merito alla vicenda della Eco-Casa di Lorenzo Bolognini, le scrivo per esprimere a lei e a tutta l'amministrazione comunale il sostegno al signor Bolognini ed al suo progetto. Ritengo infatti che tale opera dovrebbe essere considerata un esempio di come si può costruire per far fronte alle nuove sfide energetiche ed ambientali dei prossimi anni; per questo penso che l'interesse pubblico di un tale esempio sul territorio potrà senz'altro superare le difficoltà tecniche fino ad ora incontrate.
Tali difficoltà infatti potranno lasciare il campo non appena venisse manifestato dalla sua amministrazione l'interesse pubblico per l'opera; tale scelta sarebbe una scelta politica importante, una scelta che dimostrerebbe l'empatia del pubblico verso i cittadini che scelgono - nel proprio privato - di promuovere la tutela del bene comune.  
Sono perciò orgoglioso, e come me molti miei concittadini, che questa Eco-Casa sia sul territorio di San Lazzaro, perché dimostra come ognuno con le proprie scelte possa fare la differenza per l'ambiente e per la comunità.
Nella certezza che terrà in attenta considerazione il parere dei cittadini,
le porgo distinti saluti.

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Qui in seguito trovate gli indirizzi email:

Lorenzo Bolognini

Sindaco

Consiglio Comunale e Assessori

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