giovedì 16 febbraio 2012

Buona edilizia o cattiva edilizia

A volte basta molto poco per fare la differenza.

Una coppia di giovani sposi sta cercando un appartamento: come fanno in molti, girano in lungo e in largo osservando le offerte molteplici che sono disponibili sul mercato dell'usato, poi si decidono - consapevoli di scegliere certamente qualcosa di meglio per loro e per l'ambiente - per un fabbricato nuovo, prospettato dal costruttore in edilizia tradizionale, ma in classe A.

E' un noto costruttore locale, degno di stima e di fiducia, e decidono anche loro di accordargliela.

Già sulle tempistiche relative alle lavorazioni e alla consegna dell'immobile ci sono i primi problemi: ci vogliono praticamente due anni per avere la possibilità di accedere alla casa, viene consegnata in classe B, perché - viene detto loro - essendo un ultimo piano non è possibile avere la classe A ... e una volta dentro le sorprese non mancano!

Infiltrazioni dalla terrazza, piastrelle posate con fughe improponibili, termosifoni che girano a "scartamento ridotto", porte con impiallacciatura dell'infisso che letteralmente si sfoglia, graffi nei vetri delle finestre, infissi che creano condensa all'interno, con temperature che hanno dell'incredibile e, ciliegina sulla torta, una strana sensazione di freddo proveniente dal soffitto dell'appartamento e muffa che comincia a crescere, quasi fosse coltivata.

Si domandano del perché di tanti problemi, interrogano il costruttore, cominciano i rimpalli di responsabilità tra costruttore e venditore, tra venditore e progettista, tra tecnico e tecnico...si rivolgono infine a un professionista di fiducia che, munito di termocamera, emette il verdetto: il loro appartamento è pieno di ponti termici che convogliano la temperatura esterna all'interno del soffitto, raffreddandolo, provocando condensa e alimentando la crescita delle muffe!

Le fotografie che seguono (fatte con termocamera che rileva le temperature dell'oggetto che viene fotografato) parlano da sole: pensate solo che tutte le varie macchie e linee a vista non si vedono, si sentono le differenze in termini di temperatura.

Per aiutare nella lettura delle fotografie, troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto; nell'abitazione il riscaldamento era acceso e fissato a 20°C, mentre fuori, in esterno, la temperatura era di 2°C.


Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura dell'infisso: in questo punto, evidenziata con colore verde, viene prodotta la condensa interna, a causa della bassa temperatura che penetra verso l'interno.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.
Altro infisso con problemi di tenuta, senza produzione di condensa.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.












Cosa fa allora il costruttore? Tenta dei rimedi, vuole mettere a posto, ma è combattuto dalla volontà di sistemare il problema e la necessità di ridurre al massimo i costi.

Ci si domanda perché vengano alla luce così tanti problemi, e sempre più diffusi, ma la risposta da dare è - purtroppo - sempre la stessa: voglia di fare soldi a più non posso, a spese degli altri!

Le nuove costruzioni sono spuntate ovunque come funghi, con una necessità di invadere il territorio e cementificarlo a tutti i costi che è letteralmente spaventosa e angosciante: la puntata di Presa Diretta di domenica 12 febbraio 2012 ha messo luce su questi loschi meccanismi, cementificare e costruire serve solamente ai costruttori per essere nuovamente alimentati dalle banche per poi fare altre case e colare altro cemento, è una catena distruttiva che abbiamo il dovere civico di interrompere!

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Vediamo ora una casa in classe A+ come si presenta, più o meno a parità di condizioni: temperatura interna negli ambienti 21°C e temperatura esterna 1°C.

Teniamo presente che, in questo caso, tutto l'involucro edilizio è realizzato in legno, a differenza dell'esempio precedente, sia la struttura che la coibentazione contribuiscono al benessere e alla vivibilità, con rivestimento esterno dei muri intonacato e verso l'interno degli ambienti cartongesso: in alcune fotografie non si notano particolari significanti, questo perché la temperatura superficiale è praticamente costante, senza la presenza di alcun ponte termico.


Per aiutare nella lettura delle fotografie, anche in questo caso troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto.

Temperatura della trave di colmo, al soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).
Temperatura del soffitto (falda del tetto): in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).
Temperatura del punto debole (incrocio tra tetto, muro e trave di colmo): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.
Temperatura del punto debole della finestra (angolo del vetro): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 3°C in meno.
Temperatura in prossimità alla finestra (tra l'infisso e il bancale interno): in questo punto, solitamente ricco di "spifferi" non abbiamo praticamente alcuno scarto.
Temperatura dell'infisso: l'infisso in PVC si è dimostrato perfettamente all'altezza della situazione.
Temperatura della parete interna: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto).
Temperatura del punto debole (l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.
Temperatura sul vetro della finestra: in questo punto, grazie al triplo vetro, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.


Dopo questo confronto le domande che solitamente vengono fatta sono più o meno sempre le stesse:
  • perché ancora ci ostiniamo a costruire case in edilizia tradizionale?
  • se ho una casa e voglio migliorare le sue caratteristiche e le prestazioni energetiche, posso fare qualcosa?
  • a chi devo rivolgermi?
Per la prima domanda, la risposta dobbiamo cercarla innanzitutto in noi stessi, se abbiamo voglia di cambiare, poi anche nel mercato e nelle sue assurde logiche: certo è che se la domanda fosse solo per abitazioni in bio-edilizia, l'edilizia tradizionale vedrebbe finalmente la fine...ci arriveremo, ma ci sarà ancora parecchio da lavorare.

Per la seconda e la terza domanda, la risposta è che certamente si può fare qualcosa, sia in caso di appartamento in condominio, che in caso di abitazione singola e indipendente: lo Studio Tecnico Bolognini, ove ha sede il nostro Comitato, è a disposizione per consulenze energetiche, è dotato di termocamera professionale per le analisi delle strutture e potrà darvi i consigli più adatti ad ogni vostra esigenza.

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