venerdì 24 febbraio 2012

Campagna nazionale Salviamo il Territorio


27 febbraio 2012: parte la campagna nazionale!

La prima campagna nazionale del Forum: “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” è la proposta di uncensimento capillare, in ogni Comune italiano, per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti.

Un gruppo di oltre 150 persone (tra cui amministratori locali, architetti, urbanisti, professionisti del settore) ha elaborato una scheda di censimento da recapitare a tutti gli 8.101 Comuni italiani, richiedendone la compilazione entro 6 mesi.

E’ la precisa proposta di un metodo di pianificazione, che andrebbe adottato con immediatezza per scongiurare ciò che sta purtroppo accadendo, ovvero che i piani urbanistici siano realizzati lontano dai bisogni effettivi delle comunità locali e prevedano nuovo consumo di suolo nonostante l’ampia disponibilità edilizia già esistente.

I Piani Urbanistici a “crescita zero” non devono spaventarci, se sappiamo con esattezza a quanto ammonta (in termini numerici e di superficie) questo patrimonio edilizio costruito ma non utilizzato.

E le scelte di molti Comuni lo dimostrano: Cassinetta di Lugagnano (MI), Solza (BG), Camigliano (CE), Ronco Briantino (MI), Ozzero (MI), Pregnana Milanese (MI) sono già giunti a nuovi Piani urbanistici a “crescita zero”, grazie al coinvolgimento preventivo della cittadinanza e alla parallela analisi sul come ovviare alla conseguente “perdita” degli oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni.

Tra novembre e gennaio sono già più di 50 i Comitati locali “Salviamo il Paesaggio” costituiti , tra i quali il nostro, per rendere possibile la compilazione dei censimenti comunali e per ampliare l’informazione specifica nei confronti di tutti i cittadini italiani. Altri 50 Comitati si formeranno nel corso dei prossimi mesi (guarda l’elenco aggiornato dei comitati locali): una chiara dimostrazione di come la tutela del “Bene Comune” sia entrata a far parte delle priorità di tutta la cittadinanza italiana.

Durante le serate della Settimana Rinnovabile, pubblicizzata anche dal Forum Nazionale, verrà distribuito materiale informativo sul censimento.

Ora spetta ai Sindaci, ai consigli comunali, ai tecnici contribuire all’esatta “misurazione” di questa mappa del territorio.

In ogni Comune.

In tutta Italia.

mercoledì 22 febbraio 2012

Settimana Rinnovabile


Il COMITATO CITTADINO PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO è lieto di presentare la

Settimana Rinnovabile
serie di conferenze su importanti temi ambientali e climatici con ospiti di rilievo, quali il meteorologo e personaggio pubblico Luca Lombroso, il Professor Vincenzo Balzani dell'Università degli Studi di Bologna e il Dottor Nicola Armaroli, dirigente del CNR di Bologna.

Le conferenze si svolgeranno presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena (via Caselle, 22 - 40068 San Lazzaro di Savena – BO), nei giorni 12, 13 e 16 marzo 2012, alle ore 21.00.

Parlare di energie alternative è diventato argomento principe in un'Italia che ha rifiutato tramite il referendum il ricorso all'energia atomica. Noi cerchiamo di farlo da diverse angolazioni: dalla visione del Film-Documentario "Terramacchina" con cui avremo la panoramica sulla fertile pianura padana, passando per le situazioni climatiche estreme in estate e in inverno che ci illustrerà Lombroso, per poi approdare a parlare di energie "vere", quelle che ci vengono dal sole, dal vento, dall'acqua raccontate nel libro "Energia per l'astronave Terra" di Balzani e Armaroli.

- Lunedì 12 Marzo ore 21,00, Proiezione del Film “Terramacchina”, seguirà un dibattito alla presenza del regista Daniele Di Domenico e del dottor Ciro Gardi;

- Martedì 13 Marzo ore 21,00, Il meteorologo Luca Lombroso illustrerà i cambiamenti climatici in atto che si stanno rilevando sempre più gravi e conclamati;

- Venerdì 16 marzo, ore 21,00, Il giornalista Enrico Casarini incontra Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, autori di “Energia per l'astronave Terra”, Zanichelli 2011(2).

Al termine delle serate seguirà un piccolo rinfresco.


Con l'adesione di:

Legambiente, WWF, Agribio, Amici della Terra, Comunità Energetica.


giovedì 16 febbraio 2012

Buona edilizia o cattiva edilizia

A volte basta molto poco per fare la differenza.

Una coppia di giovani sposi sta cercando un appartamento: come fanno in molti, girano in lungo e in largo osservando le offerte molteplici che sono disponibili sul mercato dell'usato, poi si decidono - consapevoli di scegliere certamente qualcosa di meglio per loro e per l'ambiente - per un fabbricato nuovo, prospettato dal costruttore in edilizia tradizionale, ma in classe A.

E' un noto costruttore locale, degno di stima e di fiducia, e decidono anche loro di accordargliela.

Già sulle tempistiche relative alle lavorazioni e alla consegna dell'immobile ci sono i primi problemi: ci vogliono praticamente due anni per avere la possibilità di accedere alla casa, viene consegnata in classe B, perché - viene detto loro - essendo un ultimo piano non è possibile avere la classe A ... e una volta dentro le sorprese non mancano!

Infiltrazioni dalla terrazza, piastrelle posate con fughe improponibili, termosifoni che girano a "scartamento ridotto", porte con impiallacciatura dell'infisso che letteralmente si sfoglia, graffi nei vetri delle finestre, infissi che creano condensa all'interno, con temperature che hanno dell'incredibile e, ciliegina sulla torta, una strana sensazione di freddo proveniente dal soffitto dell'appartamento e muffa che comincia a crescere, quasi fosse coltivata.

Si domandano del perché di tanti problemi, interrogano il costruttore, cominciano i rimpalli di responsabilità tra costruttore e venditore, tra venditore e progettista, tra tecnico e tecnico...si rivolgono infine a un professionista di fiducia che, munito di termocamera, emette il verdetto: il loro appartamento è pieno di ponti termici che convogliano la temperatura esterna all'interno del soffitto, raffreddandolo, provocando condensa e alimentando la crescita delle muffe!

Le fotografie che seguono (fatte con termocamera che rileva le temperature dell'oggetto che viene fotografato) parlano da sole: pensate solo che tutte le varie macchie e linee a vista non si vedono, si sentono le differenze in termini di temperatura.

Per aiutare nella lettura delle fotografie, troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto; nell'abitazione il riscaldamento era acceso e fissato a 20°C, mentre fuori, in esterno, la temperatura era di 2°C.


Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura dell'infisso: in questo punto, evidenziata con colore verde, viene prodotta la condensa interna, a causa della bassa temperatura che penetra verso l'interno.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.
Altro infisso con problemi di tenuta, senza produzione di condensa.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.












Cosa fa allora il costruttore? Tenta dei rimedi, vuole mettere a posto, ma è combattuto dalla volontà di sistemare il problema e la necessità di ridurre al massimo i costi.

Ci si domanda perché vengano alla luce così tanti problemi, e sempre più diffusi, ma la risposta da dare è - purtroppo - sempre la stessa: voglia di fare soldi a più non posso, a spese degli altri!

Le nuove costruzioni sono spuntate ovunque come funghi, con una necessità di invadere il territorio e cementificarlo a tutti i costi che è letteralmente spaventosa e angosciante: la puntata di Presa Diretta di domenica 12 febbraio 2012 ha messo luce su questi loschi meccanismi, cementificare e costruire serve solamente ai costruttori per essere nuovamente alimentati dalle banche per poi fare altre case e colare altro cemento, è una catena distruttiva che abbiamo il dovere civico di interrompere!

__________

Vediamo ora una casa in classe A+ come si presenta, più o meno a parità di condizioni: temperatura interna negli ambienti 21°C e temperatura esterna 1°C.

Teniamo presente che, in questo caso, tutto l'involucro edilizio è realizzato in legno, a differenza dell'esempio precedente, sia la struttura che la coibentazione contribuiscono al benessere e alla vivibilità, con rivestimento esterno dei muri intonacato e verso l'interno degli ambienti cartongesso: in alcune fotografie non si notano particolari significanti, questo perché la temperatura superficiale è praticamente costante, senza la presenza di alcun ponte termico.


Per aiutare nella lettura delle fotografie, anche in questo caso troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto.

Temperatura della trave di colmo, al soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).
Temperatura del soffitto (falda del tetto): in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).
Temperatura del punto debole (incrocio tra tetto, muro e trave di colmo): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.
Temperatura del punto debole della finestra (angolo del vetro): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 3°C in meno.
Temperatura in prossimità alla finestra (tra l'infisso e il bancale interno): in questo punto, solitamente ricco di "spifferi" non abbiamo praticamente alcuno scarto.
Temperatura dell'infisso: l'infisso in PVC si è dimostrato perfettamente all'altezza della situazione.
Temperatura della parete interna: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto).
Temperatura del punto debole (l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.
Temperatura sul vetro della finestra: in questo punto, grazie al triplo vetro, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.


Dopo questo confronto le domande che solitamente vengono fatta sono più o meno sempre le stesse:
  • perché ancora ci ostiniamo a costruire case in edilizia tradizionale?
  • se ho una casa e voglio migliorare le sue caratteristiche e le prestazioni energetiche, posso fare qualcosa?
  • a chi devo rivolgermi?
Per la prima domanda, la risposta dobbiamo cercarla innanzitutto in noi stessi, se abbiamo voglia di cambiare, poi anche nel mercato e nelle sue assurde logiche: certo è che se la domanda fosse solo per abitazioni in bio-edilizia, l'edilizia tradizionale vedrebbe finalmente la fine...ci arriveremo, ma ci sarà ancora parecchio da lavorare.

Per la seconda e la terza domanda, la risposta è che certamente si può fare qualcosa, sia in caso di appartamento in condominio, che in caso di abitazione singola e indipendente: lo Studio Tecnico Bolognini, ove ha sede il nostro Comitato, è a disposizione per consulenze energetiche, è dotato di termocamera professionale per le analisi delle strutture e potrà darvi i consigli più adatti ad ogni vostra esigenza.

sabato 11 febbraio 2012

CEMENTO "Presa diretta" Rai3 Domenica 12/02/2012 ore 21.30

Perché ancora cemento?  Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appartamenti?  Gru e betoniere girano  a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote.  Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno?  A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri.   Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti  i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?

E intanto per costruire serve la sabbia si scava e si mangia  altro territorio.

E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti.  Come è stato possibile?  “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.

Affaristi e politici si sono alleati  per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla  cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. 

Sabrina Carreras
 è andata in provincia di  Reggio Emilia, dove anche le campagne che sono la culla  del prezioso parmigiano sono sotto assedio.

In questo quadro devastato “Presadiretta” offre anche un esempio positivo, una cittadina: Colorno, in provincia di Parma.  Lì l’amministrazione ha scelto di non cementificare, di non incassare i soldi dei permessi di costruzione, ma di pensare ad uno sviluppo nella conservazione e nella salvaguardia degli edifici esistenti.

“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras.

http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-8eaf37cc-7f49-4319-81b1-e7f16f500861.html?homepage&refresh_ce

mercoledì 8 febbraio 2012

Seconda segnalazione


Il sottoscritto Comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio è con la presente ad inoltrare la seguente
SEGNALAZIONE
affinché si provveda a eseguire gli adempimenti previsti dalla legge:
in data 30/1/2012) lungo il corso del Canale dei molini di Idice, a valle del tratto tombato che interseca via Maceri, scorre liquame biancastro, da lacune segnalazioni di residenti pare che il liquame sia presente già da alcuni giorni.

Il canale, che originariamente era stato realizzato per alimentare alcuni mulini del Comune di San Lazzaro, attualmente svolge principalmente la funzione di raccolta delle acque piovane di alcune frazioni del comune ed in particolare quello della zona artigianale della località “La Cicogna”, queste acque vengono recapitate dal collettore fognario nei pressi del civico 10 della via Castiglia.

Mappa riepilogativa con indicazione dei punti di ripresa.

Come si può evincere dalle fotografie (riprese nei punti indicati nella mappa) è ben evidente il liquame rilevato a valle della via Maceri (foto 1, 2, 3).



















Non è invece presente a monte del tratto tombato (foto 5), dove il letto del canale si presenta completamente asciutto.
Come indicato precedentemente, immediatamente a valle dell’inizio del tratto tombato, nei pressi dell’ex mulino posto al civico 10 di via Castiglia, recapita il collettore delle acque bianche (realizzato in massima parte lungo il corso dell’ex rio Remigio) dell’area artigianale della Cicogna (foto 7).













                                                                     Punto dal quale comincia a scorrere il liquame Foto 6













Si chiede di approfondire se si tratta di periodici eventi imponderabili o se, eventualmente, possa esserci una concreta responsabilità, legata alla inadeguatezza strutturale dell'impianto, verificando se tutto si sta svolgendo secondo le normative vigenti, dandone risposta scritta a questo Comitato.

giovedì 2 febbraio 2012

Neve

E' inverno, nevica, dovrebbe essere normale che lo facesse sempre. E invece ci siamo abituati, noi distruttori del clima, parassiti della natura e della terra che ci da nutrimento, al fatto che la neve è un fastidio, una cosa superflua del quale possiamo fare a meno, che è bella in montagna, ma in città è meglio che non ci sia... Dovremmo riflettere a lungo su tutto questo: se il clima e la natura si prendono una soddisfazione come questa ogni 25 anni, dovremmo solo starcene zitti e muti nell'angolino, vergognandoci di tutto quello che stiamo facendo per cercare di distruggere la mano che ci sostiene. Per questo non posso dire altro che viva la neve, forse le falde si riusciranno a riempire almeno un po', la campagna potrà dissetarsi e la prossima estate soffriremo la sete un poco di meno: non dimentichiamoci che siamo in arretrato di acqua, con oltre 30 anni di progressiva siccità, e non sarà certo questa neve a recuperare tutta l'acqua perduta. Quello che dobbiamo fare è rimboccarci le maniche, spalare la neve se occorre, tornare a usare le gambe se dobbiamo andare in giro (se siamo in grado di andare in giro con la macchina e la neve bene, sennò è meglio lasciarla parcheggiata per qualche giorno) riscoprire il vicino di casa, fare con lui quattro chiacchiere, chiedere se gli manca qualcosa, o chiedere a lui se a noi manca qualcosa. E sperare che questi giorni di neve non siano un evento sporadico ogni 25 anni, ma che si ripetano, magari - possiamo sperare - con fenomeni meno intensi di questo. Ma della neve abbiamo bisogno. Per cui, lo dico e lo ripeto, viva la neve!