lunedì 30 gennaio 2012

Segnalazione


In dicembre dello scorso anno si è verificato un fatto increscioso.


Il Comitato ne è stato testimone e ha provveduto ad inoltrare la seguente segnalazione al Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato e al Sindaco di San Lazzaro di Savena.


Vi inoltriamo il testo:



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Il sottoscritto Comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio è con la presente ad inoltrare la seguente
SEGNALAZIONE
affinché si provveda a eseguire gli adempimenti previsti dalla legge:


abbiamo appreso da residenti nella zona che, tra il 2 e il 9 dicembre 2011, si sono verificate numerose fuoriuscite di liquami fognari dall'impianto di sollevamento HERA di via del Seminario, a San Lazzaro di Savena: a tutti gli effetti gli scarichi urbani si sono riversati nel torrente Zena.

Sembra che le diverse Istituzioni (Parco dei Gessi, ARPA, Carabinieri, Polizia Municipale) informate del malfunzionamento non abbiano proceduto: considerando che il liquame si riversava all'interno del Parco Regionale dei Gessi e all'interno di Rete Natura 2000 ci pare assurdo.

Pare inoltre che HERA non abbia provveduto ad informare dell'evento il preposto ufficio della Provincia.

L'impianto in questione da anni scarica nello Zena a causa di ripetuti malfunzionamenti (ci viene detto che sono dovuti a problemi strutturali) e, nonostante il teleallarme di cui è dotato, non di rado si sono verificate morie di pesci.

Si chiede di approfondire se si tratta di periodici eventi imponderabili o se, eventualmente, possa esserci una concreta responsabilità, legata alla inadeguatezza strutturale dell'impianto, anche in relazione ai beni naturali tutelati ivi presenti, verificando se tutto si sta svolgendo secondo le normative vigenti, dandone risposta scritta a questo Comitato.

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Seguiremo con attenzione la vicenda, riportandovi gli sviluppi; chiunque sia a conoscenza di dettagli su quanto accaduto (o su altre questioni di pari gravità) può inoltrare la notizia alla mail del Comitato (che provvederà ad inoltrare la segnalazione agli organi competenti) o direttamente al Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato, oltre che al Sindaco.



lunedì 23 gennaio 2012

Meno "Informazione"...

L'Informazione chiude.


Abbiamo appreso dal giornalista Giancarlo Fabbri che, alla fine del mese, vogliono chiudere "L'Informazione-Il Domani", togliendo una voce alla città e - soprattutto - alla provincia bolognese.

Una testata che ha edizioni anche a Modena e Reggio Emilia, e quindi tre redazioni con relativi giornalisti, poligrafici e amministrativi (una cinquantina di persone...!), che perderanno il lavoro in un periodo di crisi, dopo essersi dimezzati gli stipendi per due anni con i contratti di solidarietà per non far chiudere il giornale.


Crediamo che l'informazione vada tutelata, nelle sua varie forme: pluralità di notizie e di fonti vuol dire libertà di espressione.

venerdì 20 gennaio 2012

Settimana rinnovabile


Settimana Rinnovabile

12-16 marzo 2012


Il Comitato Cittadino per la Difesa del Territorio e del Paesaggio nel suo statuto promuove attività formative e divulgative su clima, territorio, energie alternative, edilizia ecologica, economia alternativa.
Con la Settimana Rinnovabile che si svolgerà nel nostro Comune di San Lazzaro di Savena dal 12 al 16 Marzo 2012 ci si pone l'obiettivo di divulgare le buone pratiche energetiche a partire da una maggiore informazione scientifica su territorio, clima ed energia.
La Settimana Rinnovabile si svolgerà nelle sale della Mediateca di San Lazzaro, luogo scelto per la sua importanza culturale e cuore delle iniziative a carattere divulgativo e formativo del Comune.


Lunedì 12 Marzo

Visione del Film “Terramacchina”, seguirà un dibattito alla presenza del regista Daniele Di Domenico e del dottor Ciro Gardi
 
Il film-documentario nasce da un progetto di ricerca del CIREA – Centro italiano di Ricerca ed Educazione Ambientale – Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università degli Studi di Parma – e da una riflessione a più voci sul concetto di sostenibilità nel settore agroalimentare. Attraverso immagini e testimonianze vengono portati all'attenzione dello spettatore esempi di utilizzo del territorio e delle sue risorse, per promuovere una cultura della responsabilità nella loro gestione.”

Il regista Daniele Di Domenico, aiuto regista nel film-documentario “Il suolo minacciato” del 2009, di questo film cura anche il soggetto e la fotografia.

Ciro Gardi lavora attualmente presso il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea ad Ispra, dove si occupa di ricerca e supporto alle politiche comunitarie relativamente ai temi legati al suolo. In precedenza ha lavorato presso il Dipartimento di Scienze Ambientali, dove è stato Professore a contratto di Geopedologia. Laureato in Scienze Agrarie e dottore di Ricerca in Culture Erbacee presso l'Università di Bologna, ha conseguito successivamente la laurea in Sistemi Informativi Territoriali presso lo IUAV di Venezia. Svolge attività di ricerca sui temi relativi all'agricoltura sostenibile e alla conservazione del suolo, e nell'ambito di tali settori è stato Consulente ed Esperto indipendente per Commissione Europea, Banca Mondiale, OECD e per alcune ONG italiane.
Ha pubblicato oltre cinquanta articoli scientifici su riviste nazionali ed internazionali e centinaia di articoli divulgativi.


Martedì 13 Marzo 
 
Luca Lombroso illustrerà i cambiamenti climatici in atto che si stanno rilevando sempre più gravi e conclamati. Sono diversi mesi che non piove, un inverno fino ad ora assolutamente mite sta provocando gravi danni all'agricoltura. Cosa ci possiamo aspettare nel prossimo futuro? Come possiamo noi semplici cittadini cambiare le cose?

Luca Lombroso è personaggio televisivo, conferenziere e divulgatore ambientale. All'Università di Modena e Reggio Emilia gestisce l'osservatorio Geofisico e il Museo astronomico e geofisico. Si occupa di tempo, clima, ambiente ed energia. Ospite dal 2003 al 2007 di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, è spesso ospite su TV e Radio. Ha scritto quattro libri, tra cui L'Osservatorio di Modena: 180 anni di misure meteoclimatiche (2008) e Dipende da te. 101 cose da fare per salvare il pianeta e vivere meglio (2011).


Venerdì 16 marzo

Il giornalista Enrico Casarini incontra Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, autori di “Energia per l'astronave Terra”, Zanichelli 2011(2).

Il volume è un libro di grande successo sul tema dell'energia, vincitore del Premio Galileo per la divulgazione scientifica. L'edizione 2011 si presenta in una versione interamente aggiornata e con due nuovi capitoli dedicati alla situazione italiana. Dopo il disastro di Fukushima e il referendum di Giugno 2011, questa nuova edizione spiega perché sia stata una decisione saggia evitare la trappola del “ritorno al nucleare”. Sfatando miti diffusi e fornendo informazioni puntuali, mostra anche come sia infondato lo scetticismo di molti ascoltati opinionisti sul presente e sul futuro delle energie rinnovabili.

Enrico Casarini, bolognese, ha lavorato nelle redazioni dei settimanali “l'Europeo” e “Visto” e dei mensili “Max”, “Carnet” e “CondéNast Traveller”. Ha collaborato e collabora con periodici di diffusione nazionale come “Amica”, “Oggi”, “Io Donna”, “Sette”, “A” e “Nuovo”.
Ha inoltre collaborato con le case editrici Zanichelli e Touring club Editore per diversi progetti editoriali.
Autore del libro Insieme Mina Battisti. 1972: il duetto a Teatro 10 e la fine del sogno italiano (2009), precedentemente ha firmato con Gianluca Lo Vetro Dolce Milano. Una guida alla città (1993), con Gabriele Ronchetti la guida Bologna (Touring Editore 2008 – collana Guide Gialle) ed è tra i curatori della guida Milano (Touring Editore 2011 – collana Guide Verdi).

Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del CNR, Consiglio nazionale delle ricerche, studia nuovi materiali per la conversione dell'energia solare e lo sviluppo delle nuove tecnologie di illuminazione. Coordina progetti internazionali e si dedica alla divulgazione della scienza sui temi dell'energia e delle risorse.

Vincenzo Balzani, professore emerito di Chimica all'Università di Bologna, è Grande Ufficiale della Repubblica per meriti scientifici e Accademico dei Lincei. I suoi studi riguardano la fotosintesi artificiale e l'ideazione di dispositivi e macchine molecolari. Alla ricerca scientifica affianca un'intensa attività di divulgazione sul rapporto fra scienza, società e pace, con particolare riferimento ai temi dell'energia.


Nelle serate di Mercoledì 14 e Giovedì 15 marzo il Comitato ospiterà, dietro appuntamento, visite guidate alla Casa-Eco della famiglia Bolognini: un esempio concreto di risparmio energetico, una casa ad alta efficienza energetica che anche durante le gelide notti invernali (e per un periodo anche con il tetto in ristrutturazione) mantiene costanti 20 gradi solo con il calore prodotto da quattro radiatori, uno per piano, collocati nei bagni di casa.

domenica 15 gennaio 2012

Intervista firmata


Abbiamo chiesto ad un amico di spiegarci le annose vicende dell'Azzonamento nr. 9 e in particolare la questione delle cosiddette "Case Gialle": ha chiesto di mantenere l'anonimato, essendoci in corso denunce penali che vedono coinvolto il Primo Cittadino.


Ci spiega il meccanismo dei contratti di appalto in alcune Convenzioni Urbanistiche stipulate tra soggetti attuatori e Comune e se ciò è stato disvelato dalle indagini?

Si sa che le Convenzioni Urbanistiche regolano le modalità costruttive e i costi di particolari operazioni di edilizia residenziale pubblica rivolte a ceti deboli, quindi teoricamente approntate per scongiurare forme speculative. Il meccanismo che produce il calcolo del PICA (prezzo iniziale cessione alloggi) è di stretta competenza del Comune. Il calcolo avviene attraverso la somma di alcuni dati ricavati dai costi dell'area, dalla superficie di progetto e dagli importi indicati sul contratto di appalto, che diventa parte integrante della Convenzione. Modificare dolosamente questi parametri altera il costo degli immobili, giungendo agli acquirenti fortemente modificato.

Questo in generale, e nel caso dell'Azzonamento nr. 9 cosa succede?
 
Succede che in sede d'indagine penale si scopre che il Contratto di appalto depositato nella Convenzione Urbanistica, e che di fatto genera il PICA di quelle case, è privo di riscontro fatturativo e contabile, ma annota un timbro di copia conforme all'originale. Ahimè, gli inquirenti scoprono, presso gli uffici del soggetto attuatore e del committente, due copie di contratto di appalto identiche - e per i medesimi lavori "convenzionati" - inferiori di ben 400 milioni di vecchie lire rispetto al Contratto depositato in Convenzione.

Dunque in Convenzione vi era un contratto che potremmo definire "finto e maggiorato", utile unicamente per gonfiare i prezzi?
 
Esattamente. In Convenzione vi era un contratto gonfiato di 400 milioni di vecchie lire per accrescere il costo finale degli immobili e il PICA. Il contratto fatturato e contabilmente valido era di ben 400 milioni inferiore rispetto alla copia "identica e conforme" depositata in Convenzione ed era custodito dai soggetti attuatori. Il dato che la copia depositata ufficialmente preso il Comune fosse qualificata come "copia conforme all'originale" da la misura esatta di ciò che accadde. 

E il Comune?
 
Il Comune fu reso edotto di ciò che era stato scoperto, pervennero le sentenze del Gip che accertava il fatto, ma lo dichiarava prescritto, pervennero al Sindaco istanze volte all'annullamento di un atto gravemente lesivo dell'interesse pubblico. E aggiungo, il cui annullamento in autotutela prevedeva l'applicazione contrattuale di penali al soggetto attuatore.

E invece?

Una lunga campagna di disinformazione e di odio verso chi aveva denunciato questo sistema illecito e impunito e una lunga attività di rassicurazione e negazionismo, smentita pero' dai fatti.

Cosa accadde nell'azzonamento nr. 9?

Abusivismo edilizio in forme insanabili, vani tecnici trasformati in abitazioni di lusso e commercializzati con lauti guadagni. Immaginate un quartiere sovvenzionato da fondi pubblici, gravato da abusi edilizi insanabili, sanato illecitamente e senza alcuna sospensione dei lavori, dotato di due tipi di indici edificatori: uno cartaceo rispettoso dei patti e di un piano particolareggiato e un altro di fatto differente, abusivo. Ad aggravare il quadro le sovvenzioni pubbliche e i benefici fiscali. 
 
E gli abusi?
 
La procura ha valutato come non rilasciabili quelle concessioni in variante, addirittura fuorilegge le modifiche della Convenzione operate da un semplice funzionario, attraverso il rilascio di una concessione edilizia, e - dulcis in fundo - illegittime le stesse sanatorie rilasciate per sanare gli abusi. Il tutto è considerato in aperta violazione della legge 457/77. Gli stessi finanziamenti pubblici vengono annotati in atti ufficiali come "da decadere" per la totale incompatibilità con le norme di legge. 

Vuole dire che era tutto illecito?
 
Confermo. Era tutto illecito. Falsi gli atti catastali, i progetti, l'intera convenzione, le sanatorie rilasciate; addirittura i lavori, nelle perizie, vengono considerati antecedenti alle richieste autorizzative. Il Collaudo statico stesso è il prodotto di un falso, in quanto si collaudò un edificio (anzi più edifici) sulla base di un progetto che prevedeva un piano in meno.
Gli abusi vennero addirittura accatastati, le case consegnate con una variante in corso d'opera su un edificio addirittura finito e abitato; abbiamo carte dell'Agenzia del Territorio addirittura alterate in quella sede per conformarle agli atti depositati in Comune dopo la scoperta degli abusi. Da chi? Gli interessati dissero che nessuno sapeva chi poteva essere stato. Esistono agli atti della Procura documenti a dir poco imbarazzanti e una denuncia a riguardo di ben 400 pagine che dipinge un sistema. Se qualcuno non ha voluto vederli ce lo diranno organismi superiori.

Che abusi sono stati realizzati?
 
Per vendere quelle case sono state modificate le volumetrie, innalzate le falde e fatte rientrare, secondo ciò che attestò il comune nel rilascio di sanatorie, in una tolleranza costruttiva del 2%. I dati sono smentiti dalle indagini, che annotano lo sforamento del 5%. E' illegittima dunque anche la sanatoria. Nei palazzi attigui si fece ricorso ai condoni. Un quartiere realizzato tra il '99 e il 2000, sanato e condonato nel 2004, per identici motivi, deve far riflettere.

E i rogiti? I notai solitamente fanno controlli scrupolosi...
 
Nei rogiti si parla di immobili su due livelli con vani accessori costituiti solo da cantine. Chi venderà domani quelle case, sovvenzionate da fondi pubblici, commercializzerà circa 200 mq di superficie utile posti su due livelli e raccordati da scale fisse, dotazioni di lusso, impianti tecnici, "jacuzzi", bagni e parquet. Queste sono quindi le "lavanderie - deposito" dell'Azzonamento nr. 9. Se si pensa che la Regione ha finanziato tutt'altra cosa vengono i brividi. Solo qualche mese orsono un Consigliere comunale ha denunciato come in quello stesso Azzonamento si commercializzassero a prezzi da favola lavanderie mutate in abitazioni di lusso. Il Comune ha contestato l'ennesimo abuso. E' tanto, se si considera la pervicace posizione di chi ha negato cio' che accadeva per anni. 

Chi ha pagato per questa sequela mostruosa di illeciti?
 
Nessuno. Solo le nostre famiglie, qualcuna addirittura esposta a forme di ingerenza e discredito, spesso da parte di un pubblico amministratore, direttamente presso il posto di lavoro.
 
Vuole dire che qualcuno ha avviato una forma di pressione sulle vostre famiglie?
 
Vorrei poter dire di no. Questo imbroglio non poteva dichiararsi né denunciarsi, poiché è caratterizzato da una catena di responsabilità. Allora meglio colpire chi alza troppo la voce. Difficile sostenere impunemente che cooperative di importanti organismi di centrali della mutualità siano autrici di illeciti e abusi edilizi. E che si sia fatto poco per evitare una speculazione. Annullare oggi una Convenzione, direi falsata, avrebbe ricadute d'immagine pesantissime. Pertanto meglio rischiare un danno erariale che esporsi a tutela dell'interesse pubblico. 
 
Un ultima cosa: ma la Regione e la Provincia hanno avallato queste operazioni urbanistiche?
 
La Regione segnalò, con lettera agli atti della Procura, che la Convenzione si reggeva su una profonda incongruenza: gli immobili la cui costruzione era stata autorizzata dal Comune su due livelli sforavano i parametri dell'edilizia convenzionata. Addirittura emerse che il Comune aveva autorizzato un non avente diritto, rilasciando regolare certificazione, al beneficio di fondi pubblici. Non aveva i titoli, il soggetto interessato, perché superava i requisiti di reddito. 
 
Chi era il beneficiario?
 
Era un militare della Guardia di Finanza, impiegato presso la Procura e presso un importante magistrato. Il militare ha conservato la casa, privo di requisiti, e restituito i fondi pubblici. 
 
E la Provincia? 

Agli atti vi è un parere bomba di un noto amministrativista incaricato dalla Provincia che ribadisce l'incompatibilità tra quelle realizzazioni e l'edilizia residenziale pubblica ... ma tutto tacque.
 
E le indagini?

Le indagini hanno "previsto" che copia delle denunce dei cittadini venissero inviate a mezzo posta all'Ente stesso, che le valutava, leggeva e replicava al mittente. In pratica i soggetti denunciati ne avevano contezza ricevendo per posta carte riservate, questo durante la delicatissima fase dell'indagine preliminare. Si tratta di un reato senza precedenti.

Che idea si è fatto?
 
L'idea di ciò che accadde, e che ho riassunto tralasciando molti episodi chiave, non ultimo l'aderenza di molti soggetti a organismi occulti, è che vi fossero - e vi siano tuttora - aree inesplorabili e destinate ad essere integralmente preservate da uno scandalo. Mi fermo qua, perché pendono procedimenti penali che molto presto sveleranno la sostanza di un sistema che qualcuno ha garantito sulla pelle dei cittadini.

Si sente di poter smentire il Sindaco su tali vicende? Ha sempre sostenuto, anche recentemente, che tutto fosse a posto...

Ci penserà chi di competenza. Non mi pare che nessuno abbia ritenuto di non muovere rilievi, come sostiene qualcuno, perché le carte dicono altro. Poi certamente è chiaro che se si domanda all'oste se ha del buon vino e gli si inviano atti processuali a mezzo posta non credo siano possibili dei risultati se non quelli di annullare le indagini. 
 
Ha pensato di scrivere un libro su tutto questo?

Il libro è in stesura. C'è già un editore. Penso che presto ne sentiremo parlare. Ovviamente se non ci accade nulla, se rimaniamo incolumi e conserviamo il nostro posto di lavoro, un po come nei contesti di malaffare di altre latitudini. Sa com'è ....


Qui finisce l'intervista: lascia senza parole, ma con un senso di angoscia che stenta a passare...
Confidiamo che nulla accada al nostro amico, per poter vedere presto alla luce il suo libro; ci piacerebbe poi che arrivassero integrazioni e chiarimenti anche da parte di altri "informati sui fatti", vedremo se la speranza è ben riposta.

Per dovere di cronaca riportiamo il link ove si può leggere integralmente l'interpellanza fatta nell'aprile 2011 alla Camera dei Deputati dagli onorevoli Enzo Raisi e Benedetto Della Vedova:

Lorenzo Bolognini

venerdì 13 gennaio 2012

M'illumino di meno 2012

Tra gli aspetti fondamentali del rispetto per il territorio c'è un corretto utilizzo delle risorse, compreso il risparmio energetico.

Ci sembra quindi fondamentale dare pieno appoggio all'iniziativa di Caterpillar, che ormai si ripete con grande successo da anni:


M’ILLUMINO DI MENO 2012

E’ ufficiale. M’illumino di Meno torna e quest’anno raddoppia: il racconto delle buone pratiche di consumo sostenibile comincia dal mattino, con Caterpillar AM alle 6, per proseguire col Caterpillar delle 18.
Il risparmio energetico dalla mattina alla sera: tutte le azioni virtuose possibili concentrate in un’intera giornata, fino al consueto spegnimento simbolico di tutte le luci del Paese alle 18 del 17 febbraio 2012. Istituzioni, scuole, negozi, biblioteche, ristoranti, associazioni e privati cittadini: raccontaci anche tu cosa fai per razionalizzare i consumi energetici.



MILLUM-INNO!
Ascolta gli inni di M’illumino di Meno 2012 >

sabato 7 gennaio 2012

Resoconto tecnico dell'incidente

Quello che segue è il resoconto tecnico di quanto è successo: credo che sia assolutamente fondamentale far conoscere a tutti le informazioni reali, per evitare che incidenti simili possano ripetersi.

Il 28 dicembre 2011, circa alle ore 10.00, io, mia moglie Angela e il nostro figlio più piccolo, Matteo, abbiamo lasciato la nostra abitazione per recarci a Rimini, per far visita ai miei suoceri e riportare a casa l'altro nostro figlio più grande, Pietro, che si trovava dai nonni da qualche giorno in villeggiatura.
Non appena giunti a Rimini, circa alle ore 11.30, veniamo contattati telefonicamente con urgenza dal nostro vicino, Vanes Pareschi, confinante con la nostra abitazione, che ci avvisa che il tetto della stessa sta andando a fuoco e che ha già provveduto a chiamare i Vigili del Fuoco: riparto quindi nuovamente in direzione di San Lazzaro, lasciando mia moglie a casa dei suoi genitori assieme ai nostri bambini, preoccupato e allarmato per quanto sta accadendo, senza alcuna ragione plausibile.
Durante il viaggio di ritorno vengo contattato telefonicamente da un Vigile del Fuoco presente sul posto (le squadre sono arrivate alle 11.39) che mi chiede quale finestra possono rompere per accedere all'interno della casa, stante il fatto che nessuno oltre a me e mia moglie è in possesso delle chiavi, e do le opportune indicazioni; successivamente contatto telefonicamente un amico, Massimo Bertuzzi, e gli chiedo la cortesia di recarsi presso la mia abitazione per verificare di persona quanto sta accadendo; giunto finalmente a casa verso le ore 13.00 posso solo osservare, assieme a Massimo Bertuzzi, tutte le operazioni di spegnimento messe in campo dalle efficienti squadre antincendio dei Vigili del Fuoco di Bologna, cui va tutto il mio ringraziamento.

Al termine delle operazioni di spegnimento dell'incendio, e dopo aver scongiurato ogni ulteriore possibilità di propagazione dello stesso, i Vigili del Fuoco mi spiegano che l'origine delle fiamme può essere unicamente ricondotta alle canne fumarie, isolate in maniera maldestra dall'idraulico, tant'è che parte della coibentazione in legno è entrata in contatto con la stessa canna fumaria, prima surriscaldandosi e successivamente incendiandosi; sempre i Vigili del Fuoco mi hanno fatto notare che le canne fumarie presenti, così come sono state fornite e installate nella mia abitazione dall'idraulico Violi Romano, non sono assolutamente a norma secondo quanto prescritto dalla legislazione antincendio vigente.
  
Ciò che mi fa più arrabbiare a questo punto, e che vivo direttamente sulla mia pelle e sulla pelle della mia famiglia, è che c'è purtroppo molta disinformazione nel campo delle canne fumarie e approssimazione nell'esecuzione delle stesse da parte di persone che dovrebbero essere specializzate, o almeno si spacciano tali, e nella realtà non lo sono: sempre da fonte proveniente dai Vigili del Fuoco, da novembre a oggi, nella Provincia di Bologna è andato in fiamme un tetto al giorno a causa di canne fumarie mal eseguite. E praticamente molte di queste - la mia compresa - sono provviste di regolare Certificato di Conformità che attesta l'idoneità del materiale e della posa. Questa è la canna così come di presentava al termine del montaggio della stessa da parte dell'idraulico.

E per fortuna (o meglio, grazie agli studi che ho fatto!) che tutto il tetto, coibentazione compresa, è stato realizzato in legno, poiché la lenta combustione di questo ha dato modo ai Vigili del Fuoco di intervenire e spegnere le fiamme, scongiurando ogni ulteriore pericolo, mentre se ci fossero stati isolanti sintetici, come il polistirolo o il polistirene, in 10 minuti la casa intera sarebbe stata avvolta dalle fiamme e distrutta (ancora un punto a favore per la eco-casa!). Questo è il tetto come si presenta ora, liberato dai Vigili del Fuoco da tutte le parti che potevano rappresentare un rischio di combustione latente e successivamente coperto con teloni di protezione in attesa dei lavori di ripristino.


I Vigili del Fuoco mi comunicano infine che la mia abitazione è inagibile: per quanto riguarda il soggiorno dei miei figli, possiamo lasciarli ancora dai nonni per qualche giorno, mentre io e mia moglie dobbiamo pernottare temporaneamente presso la nostra abitazione estiva, posta in comune di Firenzuola, a circa 40km da San Lazzaro (a tal proposito, ad oggi il problema dell'inagibilità è già stato superato e a breve verranno effettuati tutti i ripristini). 

Ho ovviamente inviato con la massima urgenza una comunicazione scritta all'idraulico Violi Romano, realizzatore dell'impianto e delle canne fumarie, sia via email, che fax e tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno, relazionando sull'accaduto, ma dallo stesso non ho ricevuto alcuna chiamata, né alcuna risposta; ho ricevuto invece una telefonata, nella tarda mattina di venerdì 30 dicembre 2011, da parte del perito della compagnia assicurativa dello stesso idraulico, che fissava un sopralluogo presso la mia abitazione per lunedì 2 gennaio 2012, nel primo pomeriggio, comunicandomi il numero di sinistro aperto dalla sua compagnia assicurativa (Unipol). 

Al sopralluogo del 2 gennaio, assieme al perito Montorsi Gianfranco, si è presentato anche Violi Romano, accompagnato da un tecnico e da un dipendente, il quale non ha accennato nemmeno a scuse o a dimostrazioni di rammarico per quanto accaduto, limitandosi a rispondere alle domande del perito; a seguito dell'ispezione sui luoghi il perito mi ha rilasciato un verbale nel quale certifica il nesso causale tra l'origine dell'incendio – le canne fumarie – e i danni riscontrati sul posto, alla stregua di quanto già identificato dai Vigili del Fuoco.

Ora le procedure sono in mano alle assicurazioni, per i dovuti rimborsi: non mancherò di aggiornarvi sulle ricostruzioni!

Lorenzo Bolognini

venerdì 6 gennaio 2012

Appello per il sostegno economico del ricorso legale contro la bocciatura dei referendum

Carissimi, questo è un appello a sostenere economicamente il nostro ricorso legale alla magistratura contro la bocciatura dei referendum popolari che chiedevano ai cittadini cosa pensano della nuova espansione edilizia a San Lazzaro di oltre 1000 nuove case.

Nel mese di Luglio avevamo presentato, contro la nuova espansione edilizia di San Lazzaro (oltre 1000 nuove case), approvata poi nel mese di Dicembre, quattro richieste di referendum popolari, perché i cittadini potessero esprimersi su questa scelta, a nostro avviso scellerata e priva di qualsiasi utilità per la comunità.

Ogni comune deve, all'inizio di ogni mandato, nominare una "commissione di garanti" preposta a valutare le proposte di referendum, ma il nostro comune era inadempiente e non lo aveva fatto.

Questo ci ha fatto perdere oltre due mesi.

Nel mese di Novembre la neo-nominata commissione di garanti (due su tre scelti dagli stessi proponenti il piano di espansione edilizia, la maggioranza PD guidata dal sindaco Macciantelli) si è espressa con due voti sfavorevoli ed uno favorevole: il commissario favorevole, l'unico nominato "esterno" dall'Ordine degli Avvocati, al contrario degli altri due, ha però dettagliato estesamente le motivazioni per cui il suo voto era difforme dai suoi colleghi.
Abbiamo a questo punto fatto un ricorso d'urgenza alla magistratura, chiedendo la sospensiva del procedimento di approvazione del POC (il Piano Operativo Comunale), ma purtroppo i tempi stretti non hanno permesso al magistrato di esprimersi in tempo.

Frattanto, il sindaco Macciantelli e la sua maggioranza in consiglio comunale, benché sollecitati vigorosamente a sospendere per alcune settimane l'iter di approvazione, in attesa del giudizio della magistratura sull'ammissibilità dei referendum - dopo una clamorosa fiaccolata che ha raccolto centinaia di cittadini - ha ritenuto di non tener in alcun conto tale richiesta ed ha approvato nell'ultima seduta del consiglio comunale di Dicembre il citato POC.
Martedì 10 Gennaio alle ore 12.15, il magistrato che ha in carico il ricorso effettuerà la prima udienza per decidere se vi sono fondati motivi per accogliere il ricorso o respingerlo: è chiaro che se l'ammissibilità dei quesiti verrà riconosciuta, questo sarà un grosso smacco per l'Amministrazione Comunale.

Il sindaco ha ignorato la legittima richiesta di espressione della volontà popolare, nella migliore tradizione della casta partitica: il maggiore interessato a richiedere tale parere popolare su un tema così importante e controverso sarebbe dovuto essere lui stesso, purtroppo così non è stato e questo prevaricatorio atteggiamento noi potrà che avere nuove ricadute anche sul consenso della maggioranza.
Il magistrato esprimerà il suo parere questo martedì, 10 Gennaio: non sappiamo ancora le ricadute di questa udienza (molto probabilmente, alla luce del POC approvato poco si potrà fare), ma il suo giudizio sarà comunque importante.

Vi chiediamo, se pensate che sia giusto potersi esprimere sulla gestione del territorio in cui viviamo, difendere il terreno agricolo e non costruire più nel nostro comune, di sostenerci e di farlo anche economicamente per le spese legali di cui ci siamo fatti carico: in allegato c'è la nota proforma dell'avvocato (renderemo sempre pubbliche e trasparenti le gestioni economiche del Comitato).

Se credete di voler contribuire mandatemi direttamente una mail, se vicini potremo vederci direttamente, oppure vi comunicherò il numero di conto corrente del Comitato.

Un caro saluto a tutti,
Lorenzo Bolognini

lunedì 2 gennaio 2012

Può capitare che...

Ci sono cose che quando succedono ti senti morire dentro, perché hai lanciato tutto te stesso dentro quel progetto, perché ci credi in ogni fibra del tuo essere, perché non e' colpa tua, ma la vergogna che provi e' enorme, come se fossi stata tu, con il tuo vantarti di una cosa bella, e averla pubblicizzata e valorizzata, ad averla fatta succedere. Ed e' la stessa sensazione che provano anche quelli vicini a te, che ti dicono "non dire nulla, stai zitta!" e invece no, dovrei stare zitta se fossi la responsabile di quello che mi succede,e forse non starei zitta nemmeno in quel caso, oppure se mi vergognassi e non potessi risolvere la situazione. Ma io non ho colpa alcuna di quello che e' successo, ed e' successa una cosa che poteva finire in tragedia e invece siamo stati fortunati, e chi ne ha la responsabilità pagherà, oh, se pagherà. Allora succede che un bel mattino dopo Natale tu, tuo marito e il piccolo Matteo siate in viaggio per raggiungere Rimini e per festeggiare insieme a tua sorella e ai tuoi genitori (e a Pietro già a Rimini) il Natale. E succede che a metà mattina vi raggiunga una telefonata TERRIBILE da parte del vicino di casa che vi annuncia, urlando, che il vostro tetto sta andando a fuoco. E la tua vita si ferma. Tuo marito riparte per San Lazzaro a tutta velocità, e tu rimani li' a Rimini, in mezzo alla strada, piena di pacchi e di ansia e con un bimbo per mano che non ha capito nulla, per fortuna. E quella che poteva essere una bella giornata, magari con i soliti e normali e routinanti scazzi natalizi, si trasforma in un INCUBO e ti blocchi con la mente, perché il pensiero e' troppo doloroso e non ce la fai a vedere quello che potrebbe essere nella tua mente. Semplicemente stacchi la spina. E ti ritrovi a costruire un aereo di lego con Matteo e a cantare con Pietro i canti di Natale e dentro di te metti a tacere le voci. E ogni tanto chiami tuo marito e riporti ai parenti quello che ti e' stato detto, che il tetto e' andato in fumo a causa di una coibentazione non adatta alla canna fumaria (e il fatto che a metterla su sia stato un professionista con tanto di certificazione finale dei lavori e rendersi conto che la gente che non sa fare bene il proprio mestiere e' tanta, fa IMBESTIALIRE) che pero' pare non aver intaccato la struttura portante del tetto, che PER FORTUNA il tetto e' in legno, e la coibentazione del tetto e' in legno, altrimenti non si sarebbe salvato nulla. E poi il marito torna a dormire a Rimini, ed e' sotto shock, e tu pure e non dormi e ti rigiri nel letto. E la mattina dopo all'alba parti verso San Lazzaro e ti accorgi che tutto il tuo essere combatte perché vorresti scappare e devi affrontare la realtà. E la realtà alla fine non e' così brutta.  Alla fine entri in una casa sporca e piena di fango ma non rovinata, e non scoperchiata e quando sei dentro sei confusa e non capisci da che parte girarti. E poi arrivano gli AMICI, che non hanno mai mollato Lorenzo il giorno prima, che si metto carponi e tolgono l'acqua, sollevano mobili, puliscono e ti fanno ridere. Si, perché finche' non ridi il cervello non si muove. E allora va meglio, e va peggio. E quando ti ritrovi nella camera di Matteo a togliere i vetri dalla finestra dalla quale sono entrati i vigili del fuoco e capisci il PERICOLO che hanno corso i tuoi bambini crolli, finalmente. E ti metti a piangere a singhiozzi e hai una crisi di panico, si quella che non provavi da quando avevi 15 anni e ti avevano buttato giù da una barca. Poi la tua parte razionale e adulta ha in fretta la meglio, e pulire in fondo e' un buon modo per reagire. E quando la casa e' di nuovo tutta pulita allora stai meglio. Allora puoi di nuovo pensare che si può andare avanti di nuovo. Dovremo affrontare ancora disagi, la canna fumaria, l'impianto di ventilazione, un tubo dell'acqua sono da sostituire, e dunque avremo ancora operai in casa, un bagno funzionante su quattro, ma ce la possiamo fare. La casa e' viva, e' solo rotta, come un bambino ammalato che si sta riprendendo, ma ha retto al fuoco, all'acqua, ha retto e io ne sono orgogliosissima ed e' come un altro figlio, da coccolare e da amare. Angela Catrani